Un piccolo dettaglio tecnico rischiava di creare differenze negli stipendi e nelle progressioni economiche di molti dipendenti statali degli enti locali. Ora però arriva un chiarimento ufficiale dell’Aran che rimette ordine nei calcoli e conferma come devono essere gestite le progressioni economiche, con conseguenti effetti in busta paga.
Il caso degli statali: cosa non tornava nei calcoli dal 2023
Il problema nasce con il rinnovo del contratto delle Funzioni Locali e con le regole introdotte da aprile 2023.
Da una parte c’è l’aumento legato all’indennità di vacanza contrattuale (IVC), dall’altra il nuovo ordinamento professionale che ha “cristallizzato” le progressioni economiche.
Il dubbio era questo: l’aumento dell’IVC deve essere applicato anche alle progressioni orizzontali già in essere oppure no? La questione non è solo teorica, perché incide direttamente sugli importi mensili percepiti dai lavoratori.
Un esempio concreto sugli stipendi
Per capire il problema, si può fare un esempio pratico.
Consideriamo un dipendente con inquadramento C5. La progressione in godimento al primo aprile era pari a 216,41 euro. Nel 2023 riceveva circa 10 euro di indennità di vacanza contrattuale al mese. Di questi, una parte era collegata allo stipendio base e una piccola parte alle progressioni economiche.
Il punto critico era proprio questo: la quota legata alla progressione (circa 1,09 euro) doveva essere aggiunta oppure no al valore della progressione già in godimento? Il chiarimento dell’Aran serve a sciogliere ogni dubbio.
La risposta dell’Aran: tutto va ricalcolato
Con l’orientamento ID 37607 del 30 giugno, l’Aran chiarisce che la risposta è sì: la quota va considerata.
Secondo l’Agenzia, l’indennità di vacanza contrattuale è un anticipo sugli aumenti futuri del contratto. Quando poi il contratto viene firmato, quell’importo cambia natura e diventa a tutti gli effetti parte dello stipendio.
Questo significa che anche la parte legata alle progressioni economiche deve essere inclusa nel calcolo finale. Nel caso dell’esempio, la progressione non resta quindi a 216,41 euro, ma sale a 217,50 euro.
Effetti pratici sugli stipendi degli statali
Il chiarimento non è solo tecnico: può avere effetti concreti sulle buste paga. Le amministrazioni dovranno infatti ricalcolare le progressioni orizzontali storicizzate a partire da aprile 2023, tenendo conto di questo principio.
In alcuni casi potrebbero emergere piccole differenze retributive, anche se gli importi non sono elevati. Si tratta però di un aggiornamento necessario per allineare correttamente i conteggi al contratto nazionale.
Fondo e risorse: operazione neutra per i bilanci
Un altro punto importante riguarda il finanziamento. L’incremento delle progressioni viene coperto con risorse della contrattazione nazionale e grava sul fondo del salario accessorio.
Tuttavia, per evitare squilibri, queste somme vengono compensate aumentando le risorse stabili. In questo modo l’operazione viene considerata neutra per i tetti del salario accessorio, quindi senza impatti negativi sui limiti di spesa.




