Scuola, Nuovi Arretrati da 5.800 Euro e Aumenti: Ecco Quanto Avranno i Dirigenti

Dopo un lungo percorso negoziale, arriva una svolta per i dirigenti scolastici. Il Consiglio dei ministri ha autorizzato in via definitiva il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Istruzione e Ricerca 2022-2024, aprendo la strada alla sottoscrizione definitiva dell’accordo che riguarda circa 8.000 presidi.

Per la categoria si tratta di un passaggio molto atteso, che consentirà di sbloccare sia gli aumenti in busta paga sia il pagamento degli arretrati maturati nel periodo di riferimento.

L’intesa fa sì che nuove risorse stipendiali entrino nel mondo della scuola, dopo la firma del CCNL il 1° aprile 2026 riguardante il personale ATA e docente.

Arretrati fino a 5.800 euro medi

L’intesa prevede un significativo miglioramento economico per i dirigenti scolastici. Secondo i dati illustrati dall’ARAN, l’incremento medio sarà pari a 500 euro mensili per tredici mensilità, corrispondente a un aumento dell’8,48% della retribuzione.

Oltre agli incrementi stipendiali, saranno riconosciuti anche gli arretrati, calcolati con decorrenza dal 1° gennaio 2024. L’importo medio stimato è di circa 5.800 euro per ciascun dirigente scolastico.

Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, invece, l’aumento medio sarà di 503 euro al mese su tredici mensilità, con arretrati che raggiungono circa 6.000 euro.

Quando arriveranno aumenti e arretrati

L’autorizzazione del Consiglio dei ministri rappresenta l’ultimo passaggio politico prima della firma definitiva del contratto. Solo dopo la sottoscrizione conclusiva e il completamento degli adempimenti amministrativi potranno essere aggiornati gli stipendi e liquidati gli arretrati.

Al momento non è stata ancora comunicata una data ufficiale per l’accredito, ma l’iter è ormai nella fase conclusiva e dovrebbe procedere rapidamente.

Le novità su mobilità, ferie e disciplina

Il rinnovo non riguarda esclusivamente la parte economica. Il nuovo contratto introduce infatti anche diverse modifiche alle norme che regolano il rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici.

Tra le principali novità figura l’aumento della quota dei posti destinati alla mobilità interregionale, che passa dal 60% all’80%, pur ricordando che per la mobilità 2026 continua ad applicarsi la previsione legislativa che consente il 100% dei posti disponibili.

Cambiano inoltre le regole sulle ferie non utilizzate, che potranno essere fruite fino al termine dell’anno successivo. Viene esteso anche il termine per utilizzare i tre giorni di permesso per lutto, che passa da 7 a 15 giorni lavorativi dall’evento.

Il contratto interviene infine sul differimento del periodo di prova, rendendolo più flessibile, e modifica la disciplina delle sanzioni, portando da 20 a 30 giorni la sospensione dal servizio che rileva ai fini della recidiva per il licenziamento disciplinare.

Con il via libera del Governo, il rinnovo entra dunque nell’ultima fase e consentirà ai dirigenti scolastici di recuperare parte del potere d’acquisto perso negli ultimi anni, mentre il Ministero dell’Istruzione ha già annunciato l’intenzione di avviare in tempi rapidi anche il negoziato per il successivo triennio 2025-2027.