Il Bonus nuovi nati da 1.000 euro potrebbe non essere più una misura limitata a uno o due anni. Secondo le prime indiscrezioni sulla prossima legge di Bilancio, il Governo starebbe valutando di trasformare il contributo in un sostegno stabile alle famiglie, inserendolo in modo permanente tra gli strumenti a favore della natalità. Per il momento non c’è ancora un testo ufficiale, ma l’ipotesi è già entrata nel dibattito sulla Manovra 2027.
Vediamo cosa sappiamo finora e cosa potrebbe cambiare.
Cos’è il Bonus nuovi nati
Il Bonus nuovi nati è un contributo economico una tantum di 1.000 euro introdotto dalla legge di Bilancio 2025 (art. 1 comma 206 della legge 30 dicembre 2024, n. 207) per sostenere le famiglie in occasione della nascita, dell’adozione o dell’affidamento preadottivo di un figlio.
L’obiettivo della misura è duplice:
- incentivare la natalità;
- aiutare le famiglie ad affrontare le prime spese legate all’arrivo di un bambino.
Attualmente il bonus è previsto per le nascite, le adozioni o gli affidi verificatisi nel 2025 e nel 2026 e possono richiederlo i genitori con un ISEE non superiore a 40.000 euro e residenti in Italia.
L’ipotesi per la Manovra 2027: bonus da 1.000 euro stabile
Tra le misure allo studio per la prossima legge di Bilancio ci sarebbe la volontà di rendere strutturale il Bonus nuovi nati da 1.000 euro.
L’anticipazione è stata riportata da Il Messaggero in un articolo del 3 agosto. Secondo il quotidiano, il Governo starebbe lavorando su due interventi principali:
- rifinanziare il sostegno destinato alle lavoratrici con più figli;
- rendere permanente il Bonus nuovi nati da 1.000 euro.
Al momento, tuttavia, si tratta di un’ipotesi: non è stato ancora presentato un disegno di legge né il Governo ha ufficializzato la misura. Tuttavia, sembrerebbe una mossa plausibile per dare una spinta alla natalità.
Cosa cambierebbe se diventasse strutturale
Se l’ipotesi dovesse trovare conferma nella legge di Bilancio, il Bonus nuovi nati non avrebbe più bisogno di essere rifinanziato anno dopo anno.
In pratica, il contributo diventerebbe una misura permanente del sistema di welfare familiare, garantendo maggiore certezza alle famiglie che programmano una nascita o un’adozione e riducendo il rischio che il beneficio venga meno con le successive manovre finanziarie.
Per conoscere i dettagli bisognerà però attendere la presentazione ufficiale della Manovra 2027. Solo il testo della legge chiarirà se il Governo confermerà davvero l’intenzione di rendere strutturale il Bonus nuovi nati da 1.000 euro e se saranno introdotte eventuali modifiche ai requisiti o all’importo del contributo.
Per incentivare la natalità non bastano solo i bonus
Il dibattito sulla natalità non riguarda soltanto gli aiuti economici alle famiglie. Negli ultimi anni diversi esperti hanno sottolineato che, accanto ai bonus, possono essere decisive anche misure che rendano più semplice conciliare vita familiare e carriera.
Tra queste viene spesso citato lo smart working, insieme a servizi per l’infanzia più accessibili, orari di lavoro più flessibili e un maggiore equilibrio nella distribuzione dei carichi familiari.
I contributi economici come il Bonus nuovi nati possono rappresentare un sostegno concreto per le famiglie, soprattutto nei primi mesi dopo l’arrivo di un figlio. Tuttavia, secondo alcune analisi, incentivi basati solo su trasferimenti economici rischiano di non essere sufficienti a risolvere il problema della natalità. Non solo: rischiano di invogliare le lavoratrici a non riprendere l’attività lavorativa. Saper di poter contare su un bonus sostanzioso, infatti, può disincentivare le madri a tornare a lavorare, con gravi ripercussioni sull’occupazione femminile.
Per questo motivo il contrasto alla denatalità viene sempre più collegato anche alla possibilità per le donne di avere figli senza dover scegliere tra famiglia e lavoro: una sfida che passa non solo dai bonus, ma anche da strumenti di conciliazione più efficaci.




