Pensioni, Fino a 500 Euro in Più Già a Dicembre: A Chi Può Andare il Taglio Tasse

Pagare meno tasse sulla tredicesima e ricevere un importo netto più alto a dicembre. È l’obiettivo della proposta illustrata da Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, al Meeting di Rimini, tradizionale appuntamento agostano di Comunione e Liberazione. Nell’ipotesi più favorevole, il risparmio potrebbe avvicinarsi a 500 euro l’anno.

Non si tratta però di un aumento già deciso. L’intervento dovrebbe trovare spazio nella prossima legge di Bilancio e la sua realizzazione dipenderà dalle scelte del governo e dalle risorse disponibili.

Chi sarebbe interessato: lavoratori e pensionati

La proposta riguarderebbe sia i lavoratori dipendenti sia i pensionati che percepiscono la tredicesima, ma non necessariamente tutti. Il criterio centrale sarebbe il reddito annuo, non l’ISEE.

Le ipotesi prospettate sono due: una tassazione al 15% con una soglia reddituale di 15.000 euro, oppure un’aliquota più favorevole, pari al 10%, con una soglia di 30.000 euro.

Per i pensionati, quindi, la versione più ampia interesserebbe chi rientra nel limite annuo di 30.000 euro. Non significa percepire una pensione mensile di quell’importo: la soglia riguarda il reddito dell’intero anno.

Resta da chiarire il trattamento di chi supera il limite: senza un testo normativo non è possibile stabilire se sarebbe completamente escluso oppure potrebbe beneficiare dello sconto su una parte della tredicesima. Andranno inoltre definite le categorie di reddito da considerare per verificare l’accesso.

Perché la tredicesima è meno generosa del previsto

La mensilità aggiuntiva matura nella misura di un dodicesimo per ogni mese di pensione percepito. Il suo importo lordo può essere simile alla rata ordinaria, ma il netto risulta spesso inferiore.

Questo accade perché sulla tredicesima non vengono normalmente applicate le detrazioni per reddito da pensione riconosciute sulle mensilità ordinarie, fermo restando il calcolo fiscale annuale.

L’idea sarebbe dunque applicare un prelievo ridotto sulla mensilità aggiuntiva, lasciando al pensionato una quota maggiore dell’importo lordo.

Quanto varrebbe lo sconto: da 92 a circa 500 euro

Considerando un reddito pensionistico imponibile di 15.000 euro annui distribuito su tredici rate uguali, la tredicesima sarebbe di circa 1.154 euro. Ridurre l’imposta dal 23% al 15% comporterebbe un vantaggio indicativo di 92 euro.

Con la tassazione al 10%, le simulazioni semplificate restituiscono risparmi di circa 150 euro per un reddito di 15.000 euro, 200 euro a quota 20.000, 250 euro a 25.000 e 280 euro a 28.000.

Intorno ai 30.000 euro il beneficio potrebbe avvicinarsi ai 500 euro, ma non sarebbe uguale per tutti: dipenderebbe dal meccanismo approvato e dalla situazione fiscale individuale.

Nessun bonus già garantito

Il vantaggio deriverebbe da meno tasse trattenute sulla tredicesima, non da un contributo aggiuntivo riconosciuto indistintamente ai pensionati.

Prima di parlare di pagamenti occorrerà conoscere il testo della misura, la platea definitiva e la decorrenza. Al momento, quindi, non è possibile assicurare né l’approvazione né un aumento nel prossimo dicembre.