Fino a 6.000 euro l’anno per pagare l’affitto. È questa una delle novità che potrebbe interessare nei prossimi mesi migliaia di genitori separati o divorziati che, dopo la fine della relazione, si sono ritrovati senza la casa familiare e con nuove spese da sostenere.
Il fondo è pronto a partire: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze la documentazione necessaria per sbloccare le risorse. La misura potrebbe così diventare operativa in tempi brevi, con una prima platea stimata di almeno 5.000 beneficiari.
Ma chi potrà ottenere il contributo? E soprattutto, quali sono i requisiti legati a reddito, figli, affitto e immobili? Vediamo cosa prevede la norma.
Bonus affitto genitori separati: fino a 6.000 euro all’anno
Il fondo mette a disposizione complessivamente 60 milioni di euro in tre anni. L’obiettivo è sostenere quei genitori che, dopo la separazione o il divorzio, devono trovare una nuova abitazione e affrontare contemporaneamente le spese legate al mantenimento dei figli.
Il contributo coprirà il 50% delle spese sostenute per l’affitto, fino a un massimo di 6.000 euro all’anno. Questo significa che il sostegno potrà arrivare fino a 500 euro al mese, anche se l’importo effettivamente riconosciuto dipenderà dal canone di locazione e dalle risorse disponibili.
Il nuovo sostegno nasce per aiutare i genitori separati o divorziati con figli a carico. La misura non è quindi un bonus destinato indistintamente a tutti i separati o divorziati: per ottenere il contributo sarà necessario rientrare in una platea ben precisa.
Chi può ottenere il contributo: i requisiti da rispettare
Il requisito centrale riguarda la presenza di almeno un figlio a carico. Il genitore deve inoltre essere separato o divorziato e non essere assegnatario dell’abitazione familiare.
Particolare attenzione va posta al limite di reddito. Per accedere al beneficio sarà necessario avere un reddito annuo non superiore a 35.000 euro. Un aspetto importante è che non verrà utilizzato l’ISEE come parametro per stabilire l’accesso alla misura. Il riferimento sarà invece il reddito rilevante ai fini IRPEF.
Tra le condizioni previste c’è anche quella relativa al mantenimento dei figli: il genitore dovrà essere in regola con i versamenti dovuti.
Affitto e immobili: gli altri paletti per ricevere il bonus
Per ottenere il contributo sarà necessario avere una casa in affitto con un regolare contratto di locazione. Il sostegno è infatti pensato per aiutare concretamente il genitore che, non potendo più vivere nell’abitazione familiare, deve sostenere il costo di una nuova casa.
È previsto anche un limite sul possesso di altri immobili. Il richiedente non dovrà possedere altri immobili nel raggio di 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare.
Il contributo, inoltre, non sarà cumulabile con altri sussidi destinati al pagamento dell’affitto. La domanda dovrebbe essere presentata online, secondo modalità e tempi che dovranno essere definiti con il provvedimento attuativo.
Quando parte il bonus e quanti genitori potranno riceverlo
Al momento il passaggio decisivo è lo sblocco delle risorse da parte del MEF. Il MIT ha già inviato la nota necessaria per consentire l’avvio della misura e l’obiettivo è rendere disponibile il contributo quanto prima.
Secondo le stime, la prima platea potrebbe comprendere almeno 5.000 beneficiari già nei prossimi mesi. La distribuzione delle risorse non sarà necessariamente uniforme su tutto il territorio nazionale. La priorità dovrebbe essere assegnata alle regioni che presentano il maggior numero di genitori separati o divorziati e una situazione di maggiore emergenza abitativa.
Per chi rientra nei requisiti, dunque, il punto da seguire sarà l’apertura della procedura per presentare la domanda. Solo con il provvedimento attuativo saranno definiti nel dettaglio calendario, documentazione necessaria, modalità di calcolo e procedure per ottenere il contributo.




