Settembre è uno dei mesi in cui molti lavoratori decidono di cambiare azienda, approfittando della fine dell’estate per iniziare una nuova esperienza professionale. Ma prima di chiudere il rapporto con il vecchio datore di lavoro c’è un conto da fare: quanti soldi spettano per ferie e permessi non utilizzati e quando arriva il TFR?
Il passaggio da un’azienda all’altra, infatti, non cancella quanto maturato durante il precedente rapporto. Ma non tutto viene trattato allo stesso modo e alcune somme possono comparire già nell’ultima busta paga, mentre per altre bisogna aspettare. Vediamo meglio.
Cambio lavoro, cosa succede alle ferie maturate
Quando il rapporto di lavoro termina, le ferie maturate e non godute devono essere normalmente pagate al lavoratore sotto forma di indennità sostitutiva. Questo significa che, se prima delle dimissioni restano giorni di ferie non utilizzati, questi non vengono semplicemente persi.
Il datore di lavoro deve verificare il saldo delle ferie maturate fino alla data di cessazione e liquidare quanto dovuto nell’ambito delle competenze di fine rapporto.
C’è però una differenza importante rispetto a un semplice cambio di azienda: le ferie non si trasferiscono dal vecchio al nuovo datore di lavoro. Il nuovo rapporto parte con una nuova maturazione delle ferie secondo quanto previsto dalla legge e dal contratto collettivo applicato. Per questo, prima di lasciare l’azienda, è utile controllare l’ultima busta paga e verificare quanti giorni o ore risultano ancora disponibili.
E i permessi ROL non utilizzati?
Un discorso simile può riguardare permessi, ROL ed ex festività, ma in questo caso bisogna prestare maggiore attenzione al contratto collettivo applicato. A differenza delle ferie, infatti, le modalità di utilizzo, maturazione e liquidazione dei permessi possono cambiare in base al CCNL.
In caso di cessazione del rapporto, i permessi maturati e non utilizzati possono essere pagati nell’ultima busta paga quando il contratto collettivo ne prevede la monetizzazione.
Per questo chi cambia lavoro a settembre dovrebbe controllare non soltanto la voce relativa alle ferie, ma anche il saldo dei ROL e degli altri permessi. È possibile infatti che queste somme non siano comprese nello stipendio ordinario dell’ultimo mese, ma vengano inserite nel cedolino relativo alle competenze di fine rapporto.
Cambio azienda, che fine fa il TFR?
Il TFR, trattamento di fine rapporto, segue una logica diversa. Quando il rapporto di lavoro termina, il lavoratore ha diritto alla liquidazione del TFR maturato durante quel rapporto, indipendentemente dal fatto che abbia deciso di dimettersi per andare a lavorare in un’altra azienda. Nel calcolo rientra il TFR maturato fino alla data di cessazione, comprese le eventuali rivalutazioni previste.
Il fatto di iniziare immediatamente un nuovo lavoro non fa perdere il TFR accumulato presso il precedente datore. Il nuovo rapporto, invece, inizierà a maturare un nuovo TFR, salvo la scelta di destinare il trattamento alla previdenza complementare.
La data effettiva di pagamento del TFR può dipendere dalle disposizioni applicabili al rapporto e dal CCNL. È quindi importante verificare anche questo aspetto prima di considerare chiuso definitivamente il rapporto con la vecchia azienda.
Cosa deve controllare il lavoratore nell’ultima busta paga
Il momento più importante per chi cambia lavoro è quindi quello della chiusura del rapporto. Nell’ultima busta paga è consigliabile controllare almeno:
- stipendio spettante fino all’ultimo giorno lavorato;
- ferie maturate e non godute;
- permessi e ROL residui, se devono essere liquidati;
- eventuali straordinari, maggiorazioni o altre competenze ancora da pagare;
- TFR maturato, verificando anche come e quando sarà liquidato;
- eventuali trattenute o conguagli.
È inoltre importante conservare l’ultima busta paga e la documentazione relativa alla cessazione del rapporto. In caso di differenze tra quanto risulta dovuto e quanto effettivamente pagato, questi documenti possono essere fondamentali per effettuare le verifiche.
Cambio lavoro a settembre: i soldi non si perdono, ma bisogna controllare
Cambiare azienda non significa quindi ripartire da zero. Ferie, permessi e TFR maturati nel vecchio rapporto devono essere verificati e, quando previsto, liquidati, mentre nel nuovo lavoro inizierà una nuova maturazione.
La parte più delicata riguarda proprio le competenze di fine rapporto: un saldo ferie diverso da quello ricordato dal lavoratore, alcuni ROL non liquidati o un TFR non ancora corrisposto possono creare dubbi anche a distanza di mesi.
Per questo, prima di iniziare il nuovo lavoro a settembre, conviene fare un ultimo controllo della propria posizione con la vecchia azienda. L’ultima busta paga non è soltanto l’ultimo stipendio: può contenere diverse somme maturate durante tutto il rapporto di lavoro.




