Settembre segna per molti lavoratori il ritorno alla normale routine dopo la pausa estiva. Ma per chi deve affrontare visite mediche, esami o terapie, il rientro al lavoro può significare anche dover incastrare appuntamenti e controlli con l’orario di servizio. Proprio per queste situazioni esiste una tutela che nel 2026 può mettere a disposizione 10 ore annue di permesso retribuito in più.
La misura è operativa dal 1° gennaio 2026 e le indicazioni dell’INPS sono state fornite con la circolare n. 152 del 19 dicembre 2025. Vediamo cosa stabilisce e come utilizzare queste ore aggiuntive da ora fino a dicembre.
10 ore di permesso in più: a chi spettano
Le 10 ore annue aggiuntive spettano ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, affetti da determinate patologie. In particolare, la tutela riguarda:
- lavoratori con malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce;
- lavoratori con malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74%;
- genitori lavoratori di figli minorenni affetti dalle patologie previste dalla norma, alle condizioni stabilite.
Il diritto è quindi personale e non basta avere una generica condizione di invalidità. È necessario rientrare nelle situazioni individuate dalla legge.
Le 10 ore sono inoltre aggiuntive rispetto agli altri permessi già esistenti ed eventualmente spettanti, compresi quelli previsti dalla Legge 104.
Per cosa si possono utilizzare le 10 ore
Le ore non possono essere utilizzate liberamente per qualsiasi esigenza personale. La legge le destina a visite mediche, esami strumentali, analisi chimico-cliniche e microbiologiche e cure mediche frequenti collegate alla situazione sanitaria prevista.
È quindi possibile utilizzare il nuovo permesso, per esempio, quando occorre assentarsi dal lavoro per una visita specialistica o per effettuare un esame prescritto dal medico. Ma non possono essere utilizzate al posto delle normali ferie o per allungare le vacanze.
Un elemento importante è la prescrizione medica: il medico di medicina generale o il medico specialista deve indicare la necessità della visita, dell’esame o della cura per la quale viene richiesto il permesso.
Come chiedere i permessi al datore di lavoro
Dal punto di vista pratico, il lavoratore del settore privato deve presentare la richiesta direttamente al datore di lavoro, dichiarando il possesso dei requisiti previsti.
Dopo la fruizione del permesso deve inoltre essere prodotta l’attestazione della struttura sanitaria relativa alla visita, all’esame o alla cura effettuata.
Come organizzare le ore che restano fino a dicembre
Per chi ha diritto alla misura e non ha ancora utilizzato tutte le ore spettanti nel 2026, settembre può essere un buon momento per fare il punto sulle esigenze sanitarie dei prossimi mesi.
Restano infatti quattro mesi alla fine dell’anno. Le 10 ore sono annuali e la loro fruizione deve essere legata alle esigenze sanitarie previste dalla norma: come detto, quindi, non sono ore da utilizzare semplicemente per avere qualche giornata libera in più.
Chi ha già in calendario visite, controlli, esami o terapie può verificare con il proprio medico la documentazione necessaria e organizzare per tempo la richiesta al datore di lavoro. Attenzione: è bene ricordare che le ore possono essere utilizzate soltanto per ore intere. Infatti, non è prevista la fruizione di frazioni di ora.
Attenzione a non confondere le 10 ore con i permessi Legge 104
Il chiarimento più importante riguarda proprio il nome della misura. Non sono 10 ore che spettano automaticamente a chi beneficia della Legge 104. Sono un permesso aggiuntivo introdotto per specifiche patologie e condizioni, con requisiti propri.
Chi possiede già i permessi della Legge 104 può quindi avere diritto anche alle 10 ore, ma deve verificare di rientrare nelle categorie previste dalla nuova disciplina.
Per chi ne ha diritto, il 2026 rappresenta il primo anno di applicazione della misura. E ora che siamo a settembre, vale la pena controllare se ci sono ancora visite, esami o cure previste entro dicembre per le quali utilizzare le ore disponibili, senza aspettare gli ultimi giorni dell’anno.




