Il ritorno sui banchi potrebbe slittare in alcuni territori a causa del caldo. Non esiste al momento una decisione nazionale di rinviare l’apertura delle scuole, ma le richieste stanno aumentando e in qualche caso hanno ormai raggiunto direttamente Regioni e amministrazioni locali.
Il problema riguarda soprattutto gli edifici senza climatizzazione, dove alunni, docenti e personale ATA rischiano di trascorrere diverse ore con temperature molto elevate.
Puglia, parte la richiesta ufficiale alla Regione
È in Puglia che si registra al momento una delle iniziative istituzionali più concrete. Il sindaco di Stornara (FG), Roberto Nigro, ha scritto formalmente al presidente della Regione Antonio Decaro chiedendo di valutare il posticipo della riapertura delle scuole su base regionale.
Nigro propone anche un’alternativa: consentire a Comuni e istituti di modulare autonomamente l’avvio delle lezioni in base alle condizioni climatiche. La richiesta, quindi, non è limitata alle scuole di Stornara.
A Taranto si registra un’altra iniziativa politica: il consigliere comunale Massimiliano Stellato ha chiesto alla Regione di rinviare di una settimana l’apertura delle scuole pugliesi. Non si tratta, però, di una richiesta avanzata dal sindaco.
A Foggia, invece, un’associazione ha sollecitato la sindaca a intervenire sugli istituti che intendono cominciare le lezioni già il 7 settembre, proponendo un rinvio o una temporanea riduzione dell’orario.
Il tema è concreto anche a Bari. Il liceo Scacchi dovrebbe anticipare l’apertura all’11 settembre rispetto al 17 settembre del calendario pugliese, ma nelle aule dell’ultimo piano il caldo è tale che la dirigente sta valutando di posticipare il rientro.
Campania, la richiesta di arrivare al 1° ottobre
In Campania l’iniziativa più significativa parte da Agropoli. Maria Cuono, docente dell’IIS Vico-De Vivo, ha promosso una petizione per portare il rientro dal 15 settembre al 1° ottobre.
La mobilitazione è andata oltre la raccolta firme: è stata presentata un’istanza urgente alle istituzioni nazionali e locali e la petizione è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio. Viene sollecitato anche il sindaco di Agropoli ad adottare eventuali provvedimenti in presenza di rischi legati alle temperature. Non è dunque il sindaco ad aver chiesto il rinvio, ma è una delle autorità chiamate a intervenire. Per ora il calendario regionale non è cambiato.
Il dibattito però coinvolge anche altri territori campani. Roberta Vannini, responsabile scuola della UIL, denuncia la scarsa vivibilità degli edifici nonostante le risorse investite negli ultimi anni. A Napoli, la dirigente dell’Augusto Righi Giovanna Martano riconosce il problema delle aule roventi, ma preferisce interventi strutturali al rinvio. Posizione simile a Caserta. Intanto, diverse scuole campane hanno autonomamente anticipato il rientro al 10 o 11 settembre, rispetto alla data regionale del 15. La Regione chiede al Ministero finanziamenti specifici per adeguare gli edifici.
Sicilia, la Regione risponde: niente rinvio per ora
Anche in Sicilia il caldo ha fatto esplodere il dibattito. Il dato strutturale spiega le preoccupazioni: soltanto 201 edifici scolastici, poco più dell’11%, dispongono di climatizzazione.
Qui, però, è già arrivata una risposta ufficiale. L’assessore regionale all’Istruzione Girolamo Turano ha chiarito che “allo stato non è previsto nessun rinvio”. Spostare l’apertura significherebbe, secondo la Regione, posticipare anche la chiusura e ritrovare il problema delle alte temperature a giugno.
Turano ha comunque annunciato un’interlocuzione, concordata con il presidente Renato Schifani, con il ministro Valditara per trovare soluzioni sulla climatizzazione.
Lazio, calendario ancora fermo
Nel Lazio, invece, non risultano al momento richieste formali di rinvio avanzate dalla Regione o da sindaci.
Il calendario resta quindi invariato, mentre il dibattito riguarda soprattutto la necessità di adeguare gli edifici alle temperature sempre più elevate. Anche qui, tuttavia, valgono le richieste avanzate a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali.
Si stanno però muovendo i sindacati. Cisl Lazio e Cisl Scuola Lazio, dopo le segnalazioni di presidi e docenti, hanno però chiesto un incontro urgente al presidente Francesco Rocca e all’assessore Alessandro Calvi per affrontare l’emergenza caldo: appena l’1,6% delle scuole è climatizzato. L’ANP di Roma è invece contraria al rinvio e chiede interventi strutturali. Il problema è accentuato da numerosi istituti romani che hanno anticipato il rientro al 10-11 settembre.
Sindacati, cresce il pressing sulle date
La posizione più netta arriva dalla FLC CGIL: laddove il caldo non consenta di garantire condizioni adeguate di salute e sicurezza, per il sindacato va valutato lo spostamento dell’inizio delle lezioni.
L’Anief torna invece sulla proposta più radicale di arrivare alla riapertura in ottobre. Più prudente la UIL Scuola, che considera l’eventuale rinvio una soluzione emergenziale e insiste soprattutto sulla necessità di intervenire strutturalmente sugli edifici. In Puglia UIL e UIL Scuola contestano in particolare la scelta di alcune scuole di anticipare di quasi dieci giorni il calendario regionale e chiedono un confronto sulla data di inizio delle lezioni.
Il Ministero punta invece sul raffrescamento degli edifici, mettendo a disposizione 20 milioni di euro per apparecchi e dispositivi.
Per ora, dunque, nessun rinvio generalizzato è stato deciso. Ma tra lettere alla Regione, petizioni, pressioni sindacali e scuole che stanno già valutando di spostare autonomamente il rientro, l’ipotesi di uno slittamento è entrata concretamente nel confronto sull’avvio dell’anno scolastico.




