Neoassunti di Settembre, Attenzione al TFR: Può Finire Automaticamente nel Fondo Pensione

Settembre è il mese di ingresso o rientro al lavoro per molti dipendenti del settore privato e, per chi si trova alla prima assunzione, occorre fare attenzione anche alla destinazione del TFR. Dal 1° luglio 2026 sono infatti operative le nuove disposizioni sull’adesione automatica alla previdenza complementare introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Per chi viene assunto per la prima volta a settembre comincia quindi a decorrere il periodo di 60 giorni durante il quale è possibile decidere cosa fare del proprio TFR.

Un lavoratore assunto il 1° settembre 2026, ad esempio, arriverà alla conclusione di questo periodo alla fine di ottobre. Chi comincia successivamente vedrà naturalmente slittare in avanti il proprio termine.

Cosa deve decidere il neoassunto

La legge 199/2025 ha modificato il decreto legislativo 252/2005 introducendo il nuovo meccanismo per i dipendenti privati alla prima assunzione, con esclusione dei lavoratori domestici.

Il lavoratore non è però obbligato a lasciare che operi l’automatismo. Nei 60 giorni successivi all’assunzione può comunicare la propria decisione e scegliere di mantenere il TFR secondo il regime ordinario disciplinato dall’articolo 2120 del Codice civile.

In alternativa può destinare l’intero TFR maturando a un’altra forma di previdenza complementare.

Anche chi decide inizialmente di mantenere il TFR fuori dal fondo pensione può cambiare scelta successivamente e destinarlo alla previdenza complementare.

A settembre non c’è una scadenza uguale per tutti

Un aspetto importante riguarda proprio il calcolo dei tempi. Non esiste una data unica entro la quale tutti i neoassunti di settembre devono decidere.

Il termine è infatti collegato alla data individuale di prima assunzione. Per chi comincia il 1° settembre la finestra si chiuderà a fine ottobre; per chi viene assunto, ad esempio, il 15 settembre, la scadenza arriverà più avanti.

È quindi opportuno controllare la propria data di ingresso e non attendere gli ultimi giorni per conoscere le alternative disponibili.

Dove finisce il TFR senza una scelta

Se entro il periodo previsto il dipendente non manifesta una volontà differente, entra in funzione il sistema di adesione automatica.

La forma pensionistica di destinazione viene individuata sulla base degli accordi o del CCNL applicato dall’azienda. Qualora siano previste più forme pensionistiche, la normativa stabilisce i criteri per individuare quella destinataria.

Alla scadenza del periodo previsto, il datore di lavoro comunica l’adesione alla forma pensionistica e avvia il versamento della contribuzione dovuta.

Obblighi anche per il datore di lavoro

La nuova disciplina non riguarda soltanto il dipendente. L’azienda deve infatti fornire informazioni sugli accordi collettivi applicabili in materia di previdenza complementare e sulla possibilità che operi l’adesione automatica.

Le istruzioni applicative sono state definite dalla Covip con la delibera del 19 giugno 2026.

Per chi firma il primo contratto di lavoro a settembre, dunque, la questione TFR non va rimandata: da quel momento comincia a decorrere il periodo concesso dalla legge per scegliere se aderire alla previdenza complementare oppure mantenere il trattamento di fine rapporto secondo il regime ordinario.