213 Euro di Aumento per il Rinnovo del CCNL 2025-2027 delle Forze Armate e Polizia. La Situazione

L’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia per il triennio 2025-2027, lo scorso 26 gennaio, rappresenta un passaggio significativo. Per la prima volta il confronto prende avvio prima della conclusione del triennio in corso, consentendo un margine temporale più ampio per affrontare le questioni economiche e strutturali che interessano il comparto sicurezza.

All’incontro hanno partecipato i ministri competenti e una rappresentanza del Ministero dell’Economia. Dal Governo è stata ribadita la volontà di riconoscere centralità al comparto Difesa e Sicurezza, anche attraverso un percorso negoziale che dovrebbe concludersi entro il 2026. Con aumenti e arretrati attesi dai lavoratori “in divisa” che potrebbero giungere entro la fine di ques’anno.

Le risorse disponibili e l’aumento del 5,4 per cento

Nel corso del confronto è stato confermato che al comparto è destinato il 27 per cento delle risorse complessive stanziate per i rinnovi del pubblico impiego. L’incremento contrattuale previsto è pari al 5,4 per cento e riguarda la parte fissa della retribuzione.

Secondo l’impostazione governativa, le risorse già allocate in bilancio garantirebbero una copertura coerente con l’indice Ipca previsionale. Tuttavia, il dato percentuale non tiene conto della perdita di potere d’acquisto accumulata negli anni precedenti, né dell’impatto dei costi energetici sui bilanci familiari del personale in divisa.

Le criticità evidenziate dai sindacati

ASPMI ha sottolineato come l’aumento previsto rischi di risultare insufficiente se una parte rilevante delle risorse venisse destinata ai compensi accessori. In questo scenario, l’incremento reale delle buste paga potrebbe non raggiungere il livello minimo necessario a tutelare il potere d’acquisto. Da qui la richiesta di una collocazione strutturale delle risorse legate alla specificità militare.

Una posizione ancora più critica arriva dai sindacati. Il sindacato evidenzia che gli aumenti medi lordi stimati, pari a circa 213 euro mensili a regime dal 2027, si tradurrebbero in incrementi netti molto contenuti, soprattutto per le qualifiche di base. Per la Polizia penitenziaria, inoltre, si prospettano aumenti inferiori rispetto ad altri Corpi (di circa 13 euro), a fronte di una grave carenza di organico.

Straordinari e previdenza restano nodi aperti

Nel confronto restano aperte anche le questioni del lavoro straordinario, ancora retribuito meno del lavoro ordinario, e del Fondo per l’Efficienza dei Servizi IstituzionaliFESI. Sul fronte previdenziale, infine, i sindacati ribadiscono l’urgenza di una previdenza dedicata per evitare assegni pensionistici fortemente penalizzati dopo oltre quarant’anni di servizio.