Con l’arrivo di luglio, molti docenti della scuola si accorgono di una riduzione dello stipendio netto su NoiPA. Tra le voci che più spesso “scompaiono” ci sono le ore eccedenti, cioè quelle ore di insegnamento svolte oltre l’orario ordinario di cattedra.
La domanda ricorrente è sempre la stessa: perché a luglio e agosto non vengono più pagate? La risposta dipende dalla tipologia di ore attribuite. Non tutte, infatti, hanno lo stesso trattamento giuridico, economico e previdenziale.
Le tre tipologie di ore eccedenti
Nel sistema scolastico esistono tre principali categorie di ore aggiuntive:
- ore eccedenti istituzionali
- ore eccedenti su spezzoni di cattedra
- ore per attività alternative alla religione cattolica
Pur essendo accomunate dal fatto di rappresentare lavoro aggiuntivo, il loro trattamento è molto diverso.
Ore eccedenti istituzionali: restano anche a luglio e agosto
Le ore eccedenti istituzionali vengono attribuite quando l’orario settimanale di insegnamento supera quello ordinario di cattedra.
Per i docenti della secondaria, il limite ordinario è di 18 ore settimanali, ma possono essere conferite fino a 3 ore aggiuntive.
Queste ore presentano caratteristiche molto favorevoli:
- spettano dal 1° settembre al 31 agosto;
- continuano a essere retribuite anche durante luglio e agosto;
- spettano anche in caso di malattia;
- sono considerate trattamento fondamentale;
- sono pensionabili al 118%.
In pratica, se un docente ha ore eccedenti istituzionali, non dovrebbe vederle sparire in estate, salvo errori di caricamento o cessazione del rapporto.
Dal 2016 non sono più soggette al controllo preventivo della Ragioneria Territoriale dello Stato e possono essere trasmesse direttamente per la liquidazione stipendiale.
Spezzoni di cattedra: ecco perché spariscono dal cedolino estivo
La situazione cambia radicalmente per le ore eccedenti su spezzoni di cattedra.
Queste possono essere attribuite fino a 6 ore settimanali aggiuntive e servono spesso a completare disponibilità residue di organico.
Qui sta il punto chiave:
queste ore normalmente sono conferite fino al 30 giugno.
Di conseguenza:
- a luglio non spettano più;
- ad agosto non spettano più;
- spariscono dal cedolino NoiPA.
Sono considerate emolumenti accessori, non trattamento fondamentale.
Altre caratteristiche:
- non spettano in caso di malattia;
- sono utili per il TFR;
- non rilevano per il TFS.
Questo spiega perché, se la scuola comunica un’assenza per malattia durante il periodo di attribuzione, NoiPA può generare un debito e recuperare somme già pagate.
Molti docenti a tempo indeterminato notano quindi un netto calo stipendiale estivo proprio per la cessazione di queste ore.
Ore alternative alla religione: fino al termine delle lezioni
Le ore alternative alla religione cattolica hanno una disciplina a parte.
Possono essere attribuite fino a 6 ore settimanali e, salvo casi particolari, durano fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, generalmente entro il 30 giugno.
Caratteristiche principali:
- sono considerate trattamento fondamentale;
- spettano anche durante la malattia;
- sono pensionabili al 118%;
- non richiedono controllo preventivo RTS.
Attenzione a un vincolo importante:
i docenti di religione non possono svolgere insegnamento alternativo alla religione cattolica.
Anche queste ore, essendo legate all’attività didattica, normalmente non vengono pagate a luglio e agosto.
Impatto fiscale: attenzione a IRPEF e addizionali
Dal punto di vista fiscale, le ore eccedenti non sono sempre vantaggiose come sembrano.
Sommate allo stipendio ordinario:
- aumentano il reddito imponibile;
- possono far salire l’aliquota IRPEF marginale;
- fanno crescere addizionali regionali e comunali;
- possono incidere su ISEE, bonus e agevolazioni.
te delle ore eccedenti può essere tassata con aliquota più alta.
Convengono per pensione e TFR?
Se fiscalmente possono pesare, sul piano previdenziale le ore eccedenti restano molto interessanti.
In particolare:
- aumentano l’imponibile contributivo;
- migliorano il montante previdenziale;
- possono incrementare il valore della pensione futura;
- in alcuni casi aumentano anche il TFR.
Per i docenti in regime contributivo o misto, questo effetto non è trascurabile, soprattutto se le ore vengono svolte per molti anni.
Tabella riassuntiva





