Per migliaia di partite IVA è in arrivo una novità che potrebbe alleggerire il rapporto con il Fisco. Il Governo ha approvato nuove regole che prevedono, per alcuni contribuenti, uno scudo sui controlli fiscali relativi agli anni dal 2020 al 2023.
Ma attenzione: il beneficio non riguarda tutti. Sarà riservato solo a chi rispetterà determinate condizioni e deciderà di aderire nuovamente a uno strumento già introdotto negli ultimi anni. Oltre allo stop agli accertamenti, sono previsti anche altri vantaggi, come pagamenti più semplici, meno adempimenti e procedure più veloci.
Vediamo tutto nel dettaglio.
Quattro anni senza controlli: chi potrà beneficiarne
La novità è contenuta nel decreto correttivo della riforma fiscale, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto.
Lo scudo sui controlli riguarda gli anni d’imposta dal 2020 al 2023 e sarà riconosciuto alle partite IVA che rinnoveranno il Concordato preventivo biennale, dopo aver già aderito al primo biennio.
In pratica, chi sceglierà di confermare l’accordo con il Fisco potrà regolarizzare eventuali irregolarità del passato attraverso una procedura agevolata. Una volta completata la regolarizzazione, per gli anni interessati non saranno effettuati gli ordinari accertamenti fiscali.
Cos’è il Concordato preventivo biennale
Il Concordato preventivo biennale è un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate. Il Fisco propone in anticipo il reddito sul quale calcolare le imposte per i due anni successivi e, se il contribuente accetta, paga le tasse sulla base di quell’importo.
Con il nuovo decreto il Governo punta a incentivare chi rinnoverà questo accordo, premiando i contribuenti che continuano a rispettare gli impegni assunti.
Partite IVA, come funziona la regolarizzazione degli anni dal 2020 al 2023
La sanatoria non sarà automatica. Per regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 sarà necessario versare un’imposta sostitutiva. L’importo varierà in base al livello di affidabilità fiscale del contribuente, misurato attraverso il punteggio ISA. In pratica:
- chi ha ottenuto i voti più alti pagherà un’imposta più bassa,
- chi ha un punteggio inferiore verserà una percentuale maggiore.
Per gli anni 2020 e 2021, segnati dall’emergenza Covid-19, è previsto anche uno sconto del 30% sull’importo dovuto. In ogni caso, il versamento minimo non potrà essere inferiore a 1.000 euro.
Non solo stop ai controlli: arrivano altri vantaggi per le partite IVA
Il decreto non prevede soltanto lo scudo sugli accertamenti. Per chi rinnoverà il Concordato preventivo biennale sono infatti previste anche diverse semplificazioni, tra cui:
- rimborsi fiscali più semplici;
- compensazioni con meno adempimenti;
- possibilità di pagare le imposte a rate senza interessi;
- riduzione di due anni dei termini entro cui il Fisco può effettuare gli accertamenti.
Si tratta di misure pensate per rendere più conveniente il rinnovo dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate.




