Il conto al distributore continua a salire e il rischio di un nuovo scatto dei prezzi del carburante è ormai dietro l’angolo. Con il diesel già oltre i 2,10 euro al litro nella rete stradale e sopra i 2,20 euro in autostrada, la fine dello sconto sulle accise potrebbe tradursi in un altro aumento pesante per milioni di automobilisti.
Per questo il Governo ha deciso di prendere tempo, prorogando ancora una volta lo sconto fiscale sul gasolio. Intanto a Palazzo Chigi si lavora a una soluzione diversa, più selettiva e destinata soprattutto alle categorie maggiormente esposte al caro carburanti.
Lo sconto sulle accise viene prorogato
La misura prevede altri 5 giorni di riduzione delle accise sul gasolio, mantenendo lo sconto attualmente fissato a 17 centesimi di euro al litro.
La proroga arriva alla vigilia della scadenza del provvedimento precedente (termina sabato 5 settembre), che era stato presentato come l’ultimo intervento temporaneo. La necessità di reperire le risorse per una misura più strutturale ha però spinto l’esecutivo a guadagnare qualche giorno.
Secondo quanto riportato venerdì 4 settembre da La Stampa, il nuovo intervento dovrebbe essere adottato attraverso un decreto interministeriale del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. L’obiettivo, al momento, sarebbe quello di coprire il periodo fino al 10 settembre.
Quanto costano oggi benzina e diesel
La proroga arriva mentre i prezzi dei carburanti continuano a muoversi verso l’alto. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Mimit, il prezzo medio self-service sulla rete stradale è arrivato a circa 2,039 euro al litro per la benzina e 2,147 euro per il gasolio. In autostrada i valori sono ancora più elevati: circa 2,124 euro al litro per la benzina e 2,221 euro per il diesel.
Gli ultimi rialzi delle compagnie hanno contribuito a spingere ulteriormente i listini. In particolare, alcuni operatori hanno aumentato i prezzi consigliati del diesel anche di diversi centesimi al litro.
Per chi percorre molti chilometri, la differenza si fa sentire rapidamente. Un pieno da 50 litri, rispetto a pochi giorni prima, può costare quasi un euro in più, con un impatto ancora maggiore per chi utilizza l’auto quotidianamente per lavoro.
Cosa sarebbe successo senza lo sconto sul carburante
Il problema per gli automobilisti sarebbe stato ancora più evidente con la fine dello sconto sulle accise. Secondo le stime riportate da La Stampa, senza i 17 centesimi al litro di riduzione fiscale, il prezzo del diesel avrebbe potuto superare i 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria, arrivando oltre i 2,40 euro in autostrada.
Per un automobilista che mette 50 litri nel serbatoio, la sola eliminazione dello sconto avrebbe quindi un effetto di circa 8,50 euro in più a pieno. Una cifra che diventa molto più significativa per chi utilizza l’auto per lavoro, per gli autotrasportatori e per le imprese che devono sostenere quotidianamente costi di trasporto.
Ed è proprio questo uno dei motivi per cui il Governo ha scelto di non lasciare scadere immediatamente la riduzione delle accise, nonostante la volontà dichiarata di superare gli interventi generalizzati.
Il Governo studia nuovi bonus carburante
La proroga dovrebbe servire soprattutto a guadagnare tempo in attesa di un intervento più strutturale. Il Governo starebbe infatti valutando misure maggiormente mirate, con l’obiettivo di concentrare gli aiuti sulle famiglie con maggiori difficoltà e sulle categorie per le quali il carburante rappresenta un costo legato direttamente all’attività lavorativa.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbero bonus carburante riconosciuti dalle imprese, con successivo recupero attraverso un credito d’imposta, un maggiore utilizzo dei fringe benefit, nuove forme di sostegno per autonomi e partite IVA e tessere carburante destinate alle fasce economicamente più deboli. Si valutano inoltre interventi specifici per autotrasportatori, agricoltori e lavoratori che utilizzano l’auto per motivi professionali.
Una delle questioni ancora da definire riguarda proprio la platea dei beneficiari. Le risorse disponibili determineranno infatti quanto saranno ampi gli interventi e quali categorie potranno accedere agli sconti.
Accise, quanto durerà ancora lo sconto sul diesel?
Per il momento la certezza è dunque una sola: lo sconto di 17 centesimi sul gasolio non viene lasciato scadere immediatamente, ma viene prorogato per altri cinque giorni. La nuova scadenza dovrebbe arrivare al 10 settembre, mentre il Governo dovrebbe utilizzare questo breve periodo per definire il pacchetto di aiuti successivo.
La copertura della proroga dovrebbe arrivare dall’extragettito IVA maturato ad agosto. Il problema è che mantenere lo sconto attuale richiede oltre 10 milioni di euro al giorno: per questo un’estensione ulteriore richiederebbe nuove risorse.
La partita, quindi, non è ancora chiusa. Da una parte c’è la necessità di evitare che il caro carburanti alimenti ulteriormente l’inflazione e pesi sui bilanci delle famiglie. Dall’altra c’è l’esigenza di trovare una soluzione che non si limiti a prorogare ogni volta lo stesso sconto per tutti.
Il prossimo passaggio sarà quindi decisivo: capire chi potrà beneficiare dei nuovi aiuti sul carburante, con quali requisiti e per quanto tempo.




