Buoni Pasto, Welfare e Premio: Si Possono Avere Tutti e tre?

Buoni pasto, welfare aziendale e premio di risultato possono essere riconosciuti allo stesso lavoratore. Non esiste un divieto di cumulo: ciascuno strumento segue regole proprie e limiti fiscali distinti. A prevederne l’erogazione possono essere i contratti collettivi e gli accordi aziendali.

Un esempio – tra i tanti – arriva dalla Fiorini Industries di Forlì, specializzata nella produzione di scambiatori di calore e serbatoi, con oltre 200 dipendenti. Il rinnovo dell’integrativo, firmato il 28 settembre da Fim, Fiom, Uilm e Rsu, è stato approvato nelle assemblee dei lavoratori e ha portato proprio questo “tris” di novità per i metalmeccanici che vi lavorano.

Buoni pasto da 6 euro: quando sono esenti

L’accordo introduce un buono pasto giornaliero fino a 6 euro, previsto dal 2027 e confermato per il 2028.

La legge non impone questo importo: stabilisce invece quanto può essere escluso dal reddito. Dal 2026, il limite giornaliero è di 10 euro per i buoni elettronici e resta di 4 euro per quelli cartacei. L’eventuale eccedenza è imponibile. Pertanto, secondo le regole attuali, un ticket elettronico da 6 euro è interamente esente; uno cartaceo dello stesso valore presenta 2 euro imponibili. lavoro.gov.it

Welfare: non c’è un unico tetto per tutto

Alla Fiorini sono previsti anche 250 euro annui consolidati di welfare, cioè stabilmente riconosciuti nel tempo.

Il trattamento fiscale dipende dall’utilizzo. Servizi di istruzione o assistenza ai familiari, per esempio, possono beneficiare delle specifiche esenzioni dell’articolo 51 del Tuir, rispettandone le condizioni, compresa l’offerta alla generalità o a categorie di dipendenti.

Se il credito viene utilizzato per buoni acquisto o altri fringe benefit, nel triennio 2025-2027 valgono invece i limiti complessivi annui di 1.000 euro, elevati a 2.000 euro con figli fiscalmente a carico. Superandoli, diventa imponibile l’intero valore, non soltanto l’eccedenza. I buoni pasto seguono il proprio limite separato.

Premio fino a 600 euro: l’agevolazione richiede condizioni

Il terzo elemento dell’intesa è un premio di risultato fino a 600 euro annui: il massimo non equivale a una somma automaticamente garantita.

Per i premi erogati nel 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva è dell’1% fino a 5.000 euro annui, per dipendenti privati con reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 80.000 euro. Occorrono un accordo depositato e risultati incrementali misurabili e verificabili. L’agevolazione fiscale non elimina automaticamente i contributi.

Nel caso di Forlì, dunque, i tre benefici possono affiancarsi. Il valore dei ticket dipenderà dalle giornate riconosciute, mentre welfare e premio seguiranno le condizioni dell’integrativo. Per stabilire l’esenzione effettiva occorre conoscere formato dei buoni, utilizzi del welfare e criteri del premio.