Per chi ha versato per anni il proprio TFR e i contributi nel fondo pensione dei metalmeccanici, la fase del pensionamento non dovrà necessariamente tradursi in una sola scelta tra capitale e rendita. Il Fondo Cometa sta infatti introducendo nuove modalità per utilizzare il risparmio accumulato, dando agli iscritti una maggiore possibilità di decidere come riceverlo.
Una di queste, che diventerà disponibile dal 31 ottobre, riguarda proprio l’erogazione del capitale nel tempo.
Dal 31 ottobre il TFR accumulato potrà essere ricevuto a rate
La novità più interessante riguarda l’erogazione frazionata del montante accumulato.
In pratica, chi raggiunge i requisiti per accedere alla prestazione pensionistica complementare potrà scegliere di non ricevere necessariamente tutto il capitale in un’unica soluzione e di non affidarsi soltanto alla classica rendita vitalizia.
Il montante potrà infatti essere distribuito attraverso pagamenti periodici per un periodo stabilito in anticipo, che dovrà essere di almeno cinque anni.
Cometa precisa che questa possibilità sarà disponibile dal 31 ottobre 2026, salvo eventuali modifiche, nuove indicazioni o proroghe. Il fondo sta infatti completando gli adeguamenti dei propri sistemi e delle procedure necessarie per gestire le nuove prestazioni.
Come funziona il pagamento del TFR nel tempo
La differenza rispetto alla rendita vitalizia è importante. Con la rendita tradizionale, il pagamento continua per tutta la vita dell’iscritto e il rischio legato alla durata della vita è assunto dalla compagnia assicurativa che eroga la rendita.
Con la nuova erogazione frazionata, invece, l’aderente stabilisce un periodo predeterminato durante il quale vuole ricevere il proprio montante. Il periodo non può essere inferiore a cinque anni.
Il capitale che non è ancora stato pagato rimane investito nel comparto scelto dall’aderente. Questo significa che il valore della posizione può continuare a cambiare nel tempo in base ai risultati degli investimenti.
C’è quindi maggiore libertà nella gestione del capitale, ma anche un elemento di rischio da considerare: l’andamento finanziario della parte di montante che non è stata ancora erogata resta a carico dell’aderente.
Chi può scegliere la nuova modalità di Cometa: non tutti i metalmeccanici
La possibilità non è destinata indistintamente a tutti gli iscritti al fondo. Per accedere alle nuove prestazioni pensionistiche occorre aver raggiunto i requisiti per la pensione previsti dal regime obbligatorio di appartenenza e aver maturato almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare.
Si tratta quindi di una novità che interessa soprattutto chi è arrivato alla fase del pensionamento e deve decidere come utilizzare quanto accumulato nel fondo.
Non significa, invece, che un lavoratore possa chiedere in qualsiasi momento di ricevere a rate il TFR già versato a Cometa. La nuova modalità riguarda la prestazione pensionistica complementare, quindi entra in gioco quando sono maturati i requisiti per accedere alla previdenza complementare.
Cosa succede se l’aderente muore prima di ricevere tutto
Un altro aspetto importante riguarda il capitale che rimane da erogare.
Se l’aderente muore mentre sta ricevendo la prestazione frazionata, la parte di montante non ancora pagata non viene semplicemente persa. L’importo residuo viene riscattato in un’unica soluzione dai soggetti indicati dall’aderente al momento della richiesta.
La scelta della nuova prestazione può inoltre essere revocata prima che venga pagato il primo importo. Una volta iniziata l’erogazione, invece, la scelta diventa irrevocabile, secondo quanto stabilito da Cometa.
TFR, non c’è solo il pagamento a rate: le altre possibilità
La novità introduce quindi una possibilità in più per i lavoratori metalmeccanici iscritti al fondo: trasformare il capitale accumulato in una serie di pagamenti distribuiti nel tempo, anziché dover scegliere esclusivamente tra il capitale e la rendita vitalizia.
Tuttavia, quest’ultime due modalità permangono, non vengono sostituite dall’erogazione frazionata.
Dal 1° luglio 2026 gli iscritti che hanno raggiunto i requisiti possono infatti accedere anche a una rendita a durata definita, calcolata sulla base della vita attesa residua, oppure scegliere prelievi liberamente determinabili secondo le regole stabilite dal fondo. Resta inoltre la possibilità della tradizionale rendita vitalizia.
Le nuove prestazioni sono quindi pensate per aumentare la flessibilità: l’obiettivo è permettere al lavoratore di scegliere una modalità più adatta alle proprie esigenze al momento del pensionamento.




