Colf e Badanti, nella Manovra 2027 Spunta lo Sconto Fiscale

Colf

Una agevolazione fiscale per le famiglie che assumono colf e badanti potrebbe entrare nella manovra 2027. È una delle proposte sul tavolo del governo, che sta valutando come utilizzare le risorse disponibili per sostenere redditi, assistenza e spese familiari.

Non c’è una decisione definitiva: beneficiari, importi e condizioni dipenderanno dalle coperture e dal confronto tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i partiti della maggioranza.

Deduzione per baby sitter, possibile apertura alle colf

Tra le ipotesi figura uno sconto fiscale sulle spese sostenute per le baby sitter che assistono bambini fino a 12 anni. Lo strumento indicato è una deduzione: la possibilità di sottrarre spese dal reddito sul quale vengono calcolate le imposte.

Se le risorse lo permetteranno, l’intervento potrebbe comprendere anche le spese per le colf, oltre a quelle per le badanti. Insomma per i lavoratori domestici. Ma il perimetro deve ancora essere definito: non è possibile affermare che tutte le famiglie datrici di lavoro avranno diritto al nuovo beneficio.

Per chi impiega una collaboratrice domestica, il vantaggio sarebbe una riduzione del carico fiscale legato alle spese ammesse dalla futura norma.

Quanto potrebbero recuperare le famiglie

La deduzione non equivale a un rimborso dello stipendio pagato alla lavoratrice. Riducendo il reddito imponibile, può abbassare l’imposta dovuta: il vantaggio dipende dalle regole applicabili e dalla situazione fiscale del contribuente.

Al momento non sono indicati un tetto di spesa, una soglia di reddito o un risparmio annuo garantito. Anche il rapporto con le agevolazioni già esistenti dovrà essere chiarito dal testo della legge.

Cosa cambierebbe per colf e badanti

La proposta descritta riguarda le spese delle famiglie: non prevede, nelle informazioni pubblicate da Il Sole 24 Ore, un vantaggio economico per colf e badanti.

Un alleggerimento dei costi potrebbe rendere più conveniente il ricorso all’assistenza domestica regolare fino al punto da spingere le famiglie alla regolarizzazione. Parliamo, però, di una possibile conseguenza economica.

Per le lavoratrici e i lavoratori sarà importante capire quali rapporti saranno ammessi, se serviranno documenti specifici e come dovranno essere dimostrati i pagamenti.

Le decisioni attese sulla manovra

Il Documento programmatico di bilancio dedica cinque miliardi alla voce che comprende politiche familiari e spesa sociale. Quella somma non sarà di certo destinata a misure a sostegno del lavoro domestico.

Le scelte definitive arriveranno con la definizione del disegno di legge di bilancio e il suo esame parlamentare.

Gli aiuti già previsti: 850 euro e deduzione fiscale ‘standard’

Un precedente concreto a sostegno delle famiglie è la Prestazione universale, introdotta dal decreto legislativo 29/2024 e operativa, in via sperimentale, dal gennaio 2025 al dicembre 2026. Essa prevede una quota integrativa di 850 euro mensili per pagare una badante regolarmente assunta oppure servizi qualificati di assistenza.

La misura riguarda però soltanto persone con almeno 80 anni, titolari di accompagnamento, con bisogno assistenziale gravissimo e ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro. Esistono inoltre due agevolazioni fiscali: la deduzione dei contributi domestici a carico del datore, fino a 1.549,37 euro annui, e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza ai non autosufficienti, calcolata su massimo 2.100 euro, con reddito complessivo entro 40.000 euro. Sono sostegni già previsti, distinti dalle proposte per il 2027.