Si apre una nuova fase per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego locale. Dal 3 novembre prenderà il via all’ARAN il negoziato per il contratto 2025-2027 dei dirigenti di Regioni ed enti locali.
La convocazione dei sindacati segna l’avvio ufficiale del confronto e porta al centro della trattativa gli aumenti retributivi, ma anche il welfare contrattuale e le condizioni di lavoro. Intanto, anche per il personale non dirigente delle Funzioni locali il rinnovo è entrato in una fase più avanzata: il Governo ha già dato il via libera al proprio parere favorevole sull’ipotesi di accordo firmata all’ARAN a luglio.
Contratto dirigenti enti locali 2025-2027, trattativa al via il 3 novembre
La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dirigenti di Regioni ed enti locali partirà il 3 novembre all’ARAN, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. La data è stata comunicata ai sindacati con una lettera dell’Agenzia e segna l’avvio del confronto per il triennio 2025-2027. In questa tornata, i dirigenti delle amministrazioni territoriali inizieranno a negoziare prima dei colleghi delle amministrazioni centrali.
Il rinnovo riguarda un’area dirigenziale articolata, che comprende:
- dirigenti di Regioni ed enti locali,
- segretari comunali e provinciali,
- dirigenti professionali, tecnici e amministrativi della sanità.
La platea interessata è composta complessivamente da circa 14.040 lavoratori. Per loro si apre una trattativa che dovrà stabilire come distribuire le risorse disponibili e quali ulteriori interventi inserire nel nuovo contratto.
Aumenti da 372 euro lordi al mese: quanto vale il rinnovo
Il dato più rilevante riguarda le risorse economiche messe a disposizione per il rinnovo. L’atto di indirizzo prevede 107,68 milioni di euro a regime, destinati al finanziamento del contratto 2025-2027. Sulla base delle risorse previste, l’aumento medio prospettato è di circa 372 euro lordi mensili.
Si tratta (è bene sottolinearlo) di una media indicativa, non di una cifra che sarà riconosciuta in modo identico a tutti i dirigenti. L’importo effettivo dipenderà infatti dalla categoria di appartenenza e dalle modalità con cui le risorse verranno distribuite attraverso la contrattazione.
L’area comprende figure professionali differenti per responsabilità, inquadramento e trattamento economico. Per questo motivo, il valore medio non deve essere interpretato come un aumento garantito per ogni singolo lavoratore.
Sarà il negoziato tra ARAN e organizzazioni sindacali a definire la struttura degli incrementi e la loro ripartizione.
Welfare contrattuale e risorse aggiuntive: cosa si discuterà all’ARAN
Il confronto non riguarderà soltanto gli stipendi. Tra i temi indicati per il rinnovo figura anche il rafforzamento del welfare contrattuale, considerato uno strumento utile per rendere più attrattivo il lavoro nella pubblica amministrazione.
L’obiettivo è ampliare le possibilità di sostegno ai lavoratori attraverso misure e servizi aggiuntivi rispetto alla retribuzione ordinaria. Il welfare può comprendere, in base alle regole che verranno definite, prestazioni e agevolazioni rivolte al benessere personale e familiare.
L’atto di indirizzo sottolinea l’importanza di rendere il lavoro pubblico più competitivo rispetto al settore privato. Per questo, durante la trattativa potrebbe essere valutata anche la possibilità di integrare le risorse destinate al welfare utilizzando fondi disponibili, compresi eventuali risparmi non impiegati nell’anno precedente.
Anche in questo caso si tratta comunque di possibilità che dovranno essere esaminate e definite nel corso del negoziato. Non è ancora possibile dare per certo quali misure verranno introdotte o quali importi saranno eventualmente destinati ai singoli benefici.
Rinnovo Funzioni locali, anche i dipendenti non dirigenti verso il nuovo contratto
Con l’avvio della trattativa per i dirigenti, anche quest’ultima componente del personale delle Funzioni locali entra ufficialmente nel percorso di rinnovo del triennio 2025-2027. Per i dipendenti non dirigenti, però, il confronto è già più avanti. Il Consiglio dei ministri ha infatti autorizzato il Governo a esprimere parere favorevole sull’ipotesi di accordo sottoscritta all’ARAN il 21 luglio. Si tratta di un passaggio importante nell’iter del contratto del personale non dirigente, che precede la conclusione definitiva della procedura.
Le due trattative seguono percorsi distinti, perché riguardano aree contrattuali differenti e prevedono accordi specifici. L’avvio del negoziato per i dirigenti completa quindi il quadro del rinnovo contrattuale delle Funzioni locali, mentre per il personale non dirigente si procede attraverso i successivi passaggi previsti.
Per i dirigenti, invece, il 3 novembre rappresenta l’inizio del confronto vero e proprio. Da quella data ARAN e sindacati dovranno discutere gli aumenti, la distribuzione delle risorse e le eventuali misure di welfare, con l’obiettivo di arrivare a un accordo per il triennio 2025-2027.




