I buoni carburanti assegnati ai dipendenti possono beneficiare dell’esenzione fiscale e contributiva prevista per i fringe benefit: fino a 1.000 euro annui per tutti i lavoratori e fino a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. Non si tratta, quindi, di un bonus statale da richiedere, ma di un beneficio riconosciuto dal datore di lavoro.
Il chiarimento arriva dalla risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 189 del 23 ottobre 2026, dedicata a buoni carburante e voucher spesa multiuso inseriti in un piano di welfare aziendale.
Cosa chiarisce il documento delle Entrate
Il caso riguarda un’azienda intenzionata a premiare il lavoro domenicale attraverso riconoscimenti mensili, differenziati per categorie di dipendenti.
L’Agenzia riconduce i buoni prospettati alla disciplina dei fringe benefit dell’articolo 51 del TUIR. Di conseguenza, il loro valore non concorre al reddito del lavoratore entro il limite complessivo applicabile nell’anno.
La soglia di 2.000 euro non spetta automaticamente a qualsiasi genitore: occorre avere figli fiscalmente a carico. Inoltre, i limiti maggiorati sono attualmente previsti per il triennio 2025-2027. In assenza di modifiche legislative, terminato questo periodo tornerà il limite ordinario di 258,23 euro.
Dove comprare i buoni: compagnie ed operatori
L’acquisto viene effettuato dall’azienda, che può rivolgersi direttamente alle compagnie petrolifere oppure a operatori specializzati in buoni acquisto e welfare.
Tra gli esempi ci sono Enilive, con buoni carburante utilizzabili nelle stazioni abilitate, e Q8, che propone i buoni digitali Ticketfuel. Per questi ultimi, l’impresa può registrarsi al portale RecardQ8, alimentare il portafoglio elettronico e richiedere i voucher. www.enilive.it
In alternativa, operatori come Edenred offrono buoni acquisto utilizzabili anche per carburante, oltre che per spesa e shopping, nella rete convenzionata. Un altro esempio è Day, con i buoni Cadhoc e le relative possibilità di utilizzo o conversione previste dal servizio. www.edenred.it
Prima di acquistare bisogna controllare distributori aderenti, scadenza, eventuali costi e modalità di utilizzo: non tutti i prodotti funzionano allo stesso modo o presso qualsiasi impianto.
Come vengono assegnati e quando scatta la tassazione
Dopo l’acquisto, il datore distribuisce ai dipendenti i buoni, fisici o digitali secondo il prodotto scelto, e ne comunica il valore a chi gestisce le paghe. Il lavoratore li utilizza seguendo le istruzioni del fornitore.
Attenzione: il tetto di esenzione comprende tutti i fringe benefit rilevanti ricevuti nell’anno, non soltanto i buoni benzina.
Per esempio, un dipendente senza figli a carico che riceve 700 euro di carburante e 400 euro di altri fringe benefit raggiunge 1.100 euro. Superando la soglia di 1.000 euro, diventa imponibile l’intero importo, non soltanto i 100 euro eccedenti.
L’azienda deve verificare il totale prima di assegnare ulteriori voucher, evitando conguagli inattesi per il lavoratore.




