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Noi “sovietici” firmatari dell’Appello e i liberali di destre e Confindustria

Cara Direttrice, il suo giornale ha ospitato la nostra lettera “Basta agguati al governo!” che ha raccolto a tutt’oggi quasi 20.000 firme (ospitata anche da “Strisciarossa”). La ragione che ha indotto alcuni di noi a suggerire ad Alfio Mastropaolo di trasformare in una lettera/appello il post da lui scritto sulla sua pagina Fabebook è stata semplice: nella fase più critica e triste vissuta dal nostro paese dopo il fascismo e la Guerra, le opposizioni sono irresponsabili, mosse dal desiderio di … Continua L'articolo Noi “sovietici” firmatari dell’Appello e i liberali di destre e Confindustria proviene da il manifesto.

Confindustria vuole lo scudo, ma ha già avuto lo sconto

È in atto una sorta di bombardamento mediatico: non passa giorno che Sole24Ore e Corriere non chiedano uno scudo penale per i datori di lavoro contro il rischio di essere perseguiti penalmente in caso di infortuni o decessi da Covid – casi che anche prima della Fase 2 stanno accelerando al ritmo del 10%. Lo stesso Direttore generale dell’Inail Giuseppe Lucibello si è detto favorevole. Il problema è che ci troviamo davanti ad una gigantesca bolla mediatica. Confindustria e i … Continua L'articolo Confindustria vuole lo scudo, ma ha già avuto lo sconto proviene da il manifesto.

«Solo una limitata emersione dal lavoro nero, serve più coraggio sui migranti»

Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil con delega ai migranti, sempre che il M5s lo accetti, come giudica il possibile compromesso sulla regolarizzazione – tre o sei mesi di emersione per braccianti e colf-badanti – dei migranti? È insufficiente, servirebbe molto di più. Senza conoscere i testi definitivi, ma seguendo il flusso delle dichiarazioni politiche possiamo dire che si tratta di un provvedimento di emersione del lavoro nero, non di regolarizzazione dei migranti. La durata del permesso – 6 o … Continua L'articolo «Solo una limitata emersione dal lavoro nero, serve più coraggio sui migranti» proviene da il manifesto.

Decreto Rilancio: c’è l’accordo politico, domani Consiglio dei ministri

Il Governo varerà domani il dl rilancio da 55 miliardi di euro. L'accordo politico è stato raggiunto e questa notte servirà ai tecnici del pre Consiglio per limare tutte le norme. Il ministero dell'Economia assicura che "tutti i nodi sono stati sciolti ed è in corso la predisposizione del testo finale del decreto Rilancio, che recepisce tutte le modifiche tecniche concordate al pre-consiglio". Essendo sospeso il Patto di Stabilità Ue ed avendo il Parlamento già votato in due tranche uno scostamento complessivo di 80 miliardi di euro, il ministero dell'Economia precisa che "non c'è alcun problema di coperture riguardo al decreto stesso". Tra le norme, che verranno inserite nel decreto legge, c'è l'aumento al 110% dell'ecobonus e del sismabonus per le ristrutturazioni edilizie. I cittadini potranno cedere il credito d'imposta alle imprese e quindi si potranno fare determinati lavori in casa senza sborsare un euro. Per le imprese ci saranno diverse modalita' di aiuto: per le aziende più piccole sarà possibile anche il finanziamento a fondo perduto. Verranno prorogati le varie tipologie di cassa integrazione, la Naspi, i soldi per gli autonomi e il blocco dei licenziamenti. Ci saranno interventi per la sanità (oltre 3 miliardi), per l'edilizia scolastica e per accelerare il pagamento dei crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione. L'obiettivo primario del decreto legge rimane quello di contenere i danni della caduta del pil, che nel 2020 potrebbe essere a due cifre, con conseguente impennata del rapporto debito/pil. L'Italia ha nella Ue il secondo debito pubblico più pesante dopo la Grecia. Il dl rilancio avrà anche uno stop all'Iva sulle mascherine. E' prevista la cancellazione del saldo e acconto Irap di giugno per tutte le imprese da 0 a 250 milioni di fatturato. Verranno cancellati gli aumenti Iva previsti per il 2021. Ci saranno anche più congedi parentali. Il Governo avrebbe anche raggiunto un accordo sulla questione della regolarizzazione dei migranti

Coronavirus: Mediobanca, Italia rischia di perdere 170 mld Pil

Il Coronavirus rischia di costare all'Italia fino a 170 miliardi. A ricordarlo, in un report sull'impatto della pandemia da Covid-19 sulle grandi multinazionali, è l'area ricerca e studi di Mediobanca, che, nella premessa, hanno ricapitolato le previsioni rilasciate nelle ultime settimane da centri di ricerca, come il Csc di Confindustria, che prevede un -6%, e istituzioni internazionali, come il Fondo monetario internazionale e la Commissione Ue. I 170 miliardi fanno riferimento proprio all'ultima previsione di Bruxelles, che stima un calo del Pil italiano del 9,5%. 

Fase 2: imprese, con linee guida perdite insostenibili

Seguendo le linee guida elaborate da Inail e Iss "si rischia di lavorare in perdita" in quanto "diminuirebbero troppo i coperti e i ricavi" e tutto ciò "sarebbe insostenibile per le imprese". E' quanto stanno dicendo, secondo quanto si apprende, le associazioni delle imprese al ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, durante l'incontro in videoconferenza. Per questo le associazioni chiedono al governo "sostegni economici diretti per assistere le imprese nella riapertura". Secondo quanto riferiscono alcune fonti, il governo avrebbe sottolineato che il documento elaborato è "tecnico" e bisogna ancora attendere e vedere come procede la curva dei contagi in quanto non siamo ancora fuori dall'epidemia. 

Fase 2, “in dl rilancio norma per velocizzare cig” 

E' quanto emerso, a quanto si apprende, nell'incontro tra i ministri degli Affari regionali e del Lavoro Boccia e Catalfo con le regioni 

Operai agricoli: disconoscimento dell’inquadramento aziendale

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 23 del 2020, approfondisce la fattispecie di disconoscimento del rapporto previdenziale in agricoltura e i conseguenti effetti sulla posizione contributiva e degli operai agricoli. Si tratta di un provvedimento che, con effetto retroattivo, determina il venir meno della speciale tutela previdenziale ed assistenziale prevista per gli operai agricoli. L’Ispettorato chiarisce che, qualora venga accertato che anche l’attività prestata in concreto dal lavoratore non rientri tra quelle identificabili come agricole, si procederà al disconoscimento delle giornate di lavoro in agricoltura, al conseguente aggiornamento della posizione assicurativa, nonché al recupero delle indebite prestazioni, fatto salvo il diritto del lavoratore a percepire la Naspi.

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