Mercoledì 13 maggio, in videoconferenza, si è riunito il Coordinamento sindacale Wartsila Italia unitamente alle strutture nazionali e territoriali di FIM FIOM UILM per esaminare la situazione industriale, produttiva e occupazionale del gruppo.
La pandemia Covid 19, i cui effetti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sono stati gestiti positivamente dai Comitati aziendali costituiti nei siti, ha aggravato una situazione di mercato e di carico di lavoro del gruppo Wartsila Italia già preoccupante, una crisi affrontata in queste settimane anche con l’utilizzo della Cig con causale Covid 19.
Una situazione sanitaria che aggrava le previsioni produttive per il 2020 in tutto il gruppo e che rischia di essere usata dalla multinazionale anche per giustificare l’annunciata riorganizzazione della corporate Wartsila con prevedibili, pesanti, impatti anche nei siti italiani.
Nel respingere fin d’ora qualsiasi ipotesi di ridimensionamento, industriale e occupazionale di Wartsila Itaila, il Coordinamento da mandato a FIM FIOM UILM nazionali di richiedere un urgente incontro all’azienda per una verifica dei piani produttivi e degli impegni occupazionali già assunti con l’accordo del 25 luglio scorso.
A valle dell’incontro con l’azienda, il Coordinamento nazionale Wartsila e FIM FIOM UILM organizzeranno in tutti i siti del gruppo, con il massimo coinvolgimento dei lavoratori, la più ampia informazione.
Fim, Fiom, Uilm Nazionali
Il coordinamento Sindacale Wärtsilä Italia
Roma, 14 maggio 2020
Di fronte alle ripetute dichiarazioni dell'Amministrazione USA di voler sostenere Israele con l’occupazione e l’annessione dei territori palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Valle del Giordano denunciamo ancora una volta il grave errore che si sta compiendo pensando che il "Piano del secolo", proposta unilaterale del Presidente Trump, possa sostituire e spazzar via le Risoluzioni delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. A questo disegno, improntato ancora una volta su di una visione del mondo unipolare, miope, arrogante, fondata sul ricatto che ha già provocato guerre e sofferenze in tutta la regione medio orientale, non vi può essere indifferenza o silenzio da parte della comunità internazionale. La pace giusta è un impegno ed una responsabilità di ogni democrazia e comunità che si riconosce nei principi e nei valori della Carta delle Nazioni Unite e nel primato del diritto e della politica per la risoluzione dei conflitti. Rinnoviamo quindi le nostre richieste già espresse nella “lettera-appello” rivolta al Governo italiano e all’Unione Europea per l’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina nei confini del 1967 con Gerusalemme capitale condivisa, decisione che non può più essere rinviata, dimostrando così la volontà e l’impegno per la pace giusta nel solco del diritto internazionale. Chiediamo, inoltre, di adottare azioni concrete e coraggiose a favore della legalità internazionale, ivi compreso quanto sancito dalla IV Convenzione di Ginevra, sospendendo, in caso di violazioni, gli accordi commerciali ed economici collegati e di sospendere la cooperazione militare con lo Stato di Israele, fin quando persisterà l’occupazione e l’isolamento della Striscia di Gaza. Non si può continuare a far finta di nulla di fronte alla sofferenza del popolo palestinese e all'esproprio della sua terra. Il popolo palestinese ha diritto ad avere il proprio Stato e a vivere in pace.
RETE DELLA PACE:
ACLI, AGESCI, Accademia apuana della pace, Ambasciata democrazia locale, Amici della mezza luna rossa palestinese, ANSPS, AOI – Associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale, Ara pacis iniziative, Archivio disarmo, ARCI, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Verona, ARCS, Arci servizio civile, Associazione Perugia Palestina, Associazione per la pace, Associazione per la pace di Modena, AssopacePalestina, AUSER, CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, CGIL, CGI Padova, CGIL Verona, CNCA, Comunità araba siriana in Umbria, Coordinamento comunità palestinesi, Coordinamento comasco per la pace, Coordinamento pace in comune Milano, CTA – centro turistico Acli PG – Encuentrarte, FIOM Cgil, FOCSIV, Fondazione Angelo Frammartino, Fondazione culturale responsabilità Etica, IPRI – rete CCP, IPSIA, Lega per i diritti dei popoli, Legambiente, Link2007 cooperazione in rete, Link – coordinamento universitario, Lunaria, MIR, Movimento europeo, Movimento nonviolento, Nexus Emilia Romagna, Per il mondo, Peacewaves, Piattaforma ong MO, Restiamo umani con Vik Venezia, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Rete della pace umbra, Tavola della pace valle Brembana, Tavola pace val di Cecina, Tavola sarda della pace, Tavola della pace di Bergamo, U.S. Acli, UDS, UDU, UISP, Un ponte per…, Ventiquattro marzo.
RETE ITALIANA DISARMO:
ACLI - Archivio Disarmo - ARCI - ARCI Servizio Civile - Associazione Obiettori Nonviolenti - Associazione Papa Giovanni XXIII - Associazione per la Pace - Beati i costruttori di Pace - Campagna Italiana contro le Mine - Centro Studi Difesa Civile - Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI - Conferenza degli Istituti Missionari in Italia - Coordinamento Comasco per la Pace - FIM-Cisl - FIOM-Cgil - Fondazione Finanza Etica - Gruppo Abele - Libera - Movimento Internazionale della Riconciliazione - Movimento Nonviolento - Noi Siamo Chiesa - Pax Christi Italia - Un ponte per...
Con la sentenza 12523/2020, la Cassazione afferma che costituisce reato la mancata risposta dell’imprenditore alla richiesta dell’Ispettorato di esibizione della documentazione inerente alla sicurezza sul lavoro.
Fim Fiom e Uilm nazionali nel ribadire quanto già espresso nel loro comunicato precedente sono con la presente a denunciare un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti Sittel. Il ritardo dei pagamenti dello stipendio è incrementato. Con questo comunicato confermiamo lo stato di agitazione a sostegno della vertenza con la proclamazione di 40 ore di sciopero con diversa articolazione sui cantieri territoriali.
Fim, Fiom, Uilm nazionali
Roma, 13 maggio 2020
“Quando lavorare da casa è... Smart”: questo il titolo della prima indagine sullo smart working promossa dalla Cgil nazionale in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio, che verrà presentata ...
Il commento del Segretario Generale UGL a poche ore dal varo del dl Rilancio
L'articolo DL RILANCIO, CAPONE: “CIG BLOCCATA, ANCORA NESSUNA SOLUZIONE” proviene da Ugl.
Roma, 13 maggio 2020 - "Auspichiamo che il Decreto Rilancio non complichi la situazione dei malati oncologici, degli immunodepressi e delle persone disabili gravi e che invece si adoperi per trovare le giuste soluzioni". Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello. "Se queste persone vengono ritenute “fragili” dal medico competente o dall’INAIL a causa della situazione epidemiologica del Paese, devono rientrare in uno “status” nuovo, di persone maggiormente esposte a conseguenze sanitarie in caso di contagio. Questo non significa però che non siano pienamente idonee a lavorare, ma che non possono farlo “in presenza” a causa della pandemia in corso. Il Comitato aziendale previsto dal Protocollo anti-contagio dovrà allora essere chiamato ad indirizzarle verso l’applicazione dello Smart working, o di altro accomodamento ragionevole, e, solamente se non fosse possibile, dovrà poter attivare la sospensione dall’attività lavorativa, con un indennizzo almeno pari all’80% della retribuzione. Rischiamo, altrimenti, che gran parte dei 3 milioni e mezzo di italiani che oggi vivono con una diagnosi di cancro vengano allontanati dal lavoro senza alcuna indennità, in nome di una sorveglianza sanitaria nata con l’intento di proteggerli".
“Nell’incontro di ieri l’azienda ci ha comunicato una situazione economica molto critica a causa del mancato accordo con l’Inps sui tempi per la restituzione di quanto dovuto da Dema all’Ente Previdenziale. Questa intesa è determinante per il proseguimento del piano industriale. È necessario che il Mise, il Ministero del Lavoro, i Presidenti delle Regioni Campania e Puglia trovino tutte le vie per trovare soluzioni che sblocchino questa situazione, per evitare la compromissione di una delle realtà più significative nel settore della fornitura diretta per il settore dell'aerospazio e la messa sul lastrico 750 lavoratori e delle loro famiglie in territori già in grave crisi economica, sociale e occupazionale”.
Lo dichiarano i coordinatori nazionali per il settore aerospazio Michele Zanocco e Mauro Masci della Fim, Claudio Gonzato della Fiom e Guglielmo Gambardella della Uilm. “A peggiorare questa complicata vicenda - sottolineano - la pandemia Covid-19 ha reso ancora più drammatico il quadro di mercato ed industriale all'interno del quale si dovrà collocare la fase di riorganizzazione aziendale. Infatti per il settore del trasporto aereo civile la crisi è arrivata molto rapidamente con ipotesi di dimezzamento degli attuali volumi produttivi e problemi legati al rilancio e alle prospettive su cui si basava il precedente piano industriale che dovrà essere necessariamente rivisto. Il Gruppo Dema ci ha comunicato di voler mantenere gli impegni finanziari e gli investimenti da parte del Fondo che controlla direttamente l’azienda”. “Siamo in una situazione di grave difficoltà e con tempi molto stretti, entro i prossimi dieci giorni, per trovare soluzioni positive, al fine di scongiurare quello che non può essere tollerato: il fallimento delle aziende del Gruppo e le pesanti perdite occupazionali . Per questo chiediamo di mantenere un confronto continuo tra azienda e Organizzazioni sindacali per monitorare l'evoluzione in tempo reale degli sviluppi del confronto con i creditori, in particolar modo con l’Inps, con i quali l'azienda sta provando a trovare una condivisione per la ristrutturazione del debito” aggiungono. “Siamo pronti e disponibili per interlocuzioni con le Istituzioni e le forze politiche locali e nazionali affinchè agiscano rapidamente e contribuiscano fattivamente per impedire un ulteriore scempio industriale che impoverirebbe persone, territori e l’intero paese” concludono.
Fim, Fiom, Uilm Nazionali
Roma, 13 maggio 2020