Il datore che adempie all’obbligo di sicurezza secondo le prescrizioni del Protocollo non andrebbe incontro né a responsabilità civile né a responsabilità penale.

E’ questo il sunto del “Piano Colao”, l’insieme delle proposte declinate dal Gruppo di Esperti incaricato dal Governo e guidato dall’ex manager di Vodafone Vittorio Colao con l’obiettivo del rilancio dell’Italia nel triennio 2020-2022, per quanto riguarda la materia della sicurezza sul lavoro.

Il rischio di un’azione legale per il riconoscimento di tale responsabilità “si può trasformare in un freno alla ripresa economica”, continua il documento degli Esperti, ecco perchè occorre un preciso intervento legislativo che escluda ogni responsabilità.

L’art. 29 bis della Legge 40/2020 (entrato in vigore da qualche giorno) già riduce fortemente il rischio del coinvolgimento penale e civile del datore di lavoro in caso di contagio del dipendente, a fronte del rispetto del Protocollo Sicurezza.

Secondo Colao occorre fare un passo in più verso la piena affermazione del principio secondo cui “il datore di lavoro che adempie all’obbligo di sicurezza non andrebbe incontro ne a responsabilità civile ne a responsabilità penale”.