Con una campagna vaccinale che nei giorni scorsi ha raggiunto 30 milioni di dosi somministrate, che coprono la metà della popolazione italiana, rimane comunque il nodo dei richiami, che per la maggior parte dei vaccinati cadrà proprio durante le vacanze estive. Se da un lato il generale capo all’emergenza Figliuolo ha suggerito di programmare le ferie in base agli appuntamenti, non tutte le regioni si trovano d’accordo con questa soluzione e si dicono pronte ad aprire le somministrazioni anche ai turisti, purché ci siano linee guida uguali per tutte decise dal governo.

Alcune regioni hanno già iniziato a muoversi in autonomia, come spiega il quotidiano La Repubblica, in edicola oggi, sulle cui colonne si legge cheLiguria e Piemonte hanno fatto un accordo per vaccinare i cittadini dell’altra Regione in ferie sul proprio territorio. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha ribadito che vorrebbe vaccinare i turisti, aggiungendo che però è necessaria una presa di posizione del governo. Anche Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento dice di aspettare Roma ma di essere pronto a muoversi da solo”.

Il quotidiano romano spiega invece poi che “per il presidente lombardo Attilio Fontana i suoi concittadini «che dovranno ricevere la seconda dose nel periodo delle vacanze dovranno tornare a casa». La vaccinazione dei turisti non piace in Valle d’Aosta perché avrebbe un grande impatto sui servizi sanitari, visti i pochi abitanti della Regione e i tanti visitatori”.

Anche se non tutte le regioni si dicono favorevoli al 100% alla soluzione del vaccino in vacanza, sono comunque concordi nel chiedere un intervento e un maggior coordinamento direttamente da Roma. Il rischio è, infatti, che ogni regione agisca in autonomia provocando disordini e confusione, in un momento in cui tutti dobbiamo essere uniti sul fronte vaccinale.

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