Il Green pass è ‘economicida’. Lo dicono con certezza dall’Associazione ristoratori Veneto, neonata associazione di categoria che raccoglie 2mila soci in tutta la Regione, secondo quanto riporta il Gazzettino:

«Ci sono soci che registrano cali di fatturato anche fino al 40%. I più colpiti sono coloro che non dispongono del plateatico (locali esterni, ndr) o possono permettersi solo pochi tavolini all’aperto, ma la preoccupazione è generale. Quand’è entrata in vigore la nuova regola l’abbiamo subito definita “economicida” e i primi dati ci danno ragione: cosa succederà dall’autunno inverno in poi, quando le consumazioni si sposteranno al chiuso?».

Ma dall’associazione non si fermano e vanno avanti con la petizione online contro l’obbligo del green pass all’interno dei locali, su change.org che e finora ha raccolto oltre 4 mila firme. Una posizione nettamene opposta a quella di Fipe-Confcommercio che nei giorni scorsi ha chiesto al Governo di proseguire sulla linea dura del Green pass ‘in cambio’ di un definitivo ritorno alla normalità che significa mai più restrizioni (per approfondire clicca qui).

L’associazione Ristoratori Veneto & Ho.re.ca. inoltre sta lavorando anche per raggruppare le voci degli altri comparti il cui lavoro è messo in crisi dall’obbligo del green pass: «La gestione economica di quest’ultimo anno e mezzo da parte del Governo è fallimentare. Le misure prese fin qui, anziché trasmettere sicurezza, hanno stravolto l’attività di migliaia e migliaia di imprese, facendone chiudere già 40mila. Come associazione riceviamo continui messaggi anche dal settore ricettivo e da quelle discoteche chiuse da un anno e mezzo, ma pensiamo anche alle incertezze che tuttora si trova ad affrontare la scuola a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni. Esempi di una politica che sta lasciando soli cittadini, imprenditori e lavoratori che ogni giorno mettono amore e passione nella propria professione».

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