HomeEvidenzaBonus Nido 2024, domande ancora inevase: INPS spiega

Bonus Nido 2024, domande ancora inevase: INPS spiega [FOTO]

Bonus Nido 2024, quando partiranno i pagamenti? INPS aveva detto che gli accrediti sarebbero partiti il 2 aprile, ma per adesso ha deluso le aspettative.

Le domande sono aperte da fine febbraio, anche se INPS ne ha ufficializzato l’avvio solo l’11 marzo, con il messaggio n. 1024. Nello stesso messaggio, l’Istituto ha annunciato la partenza dei pagamenti dal 2 aprile.

Eppure, nessuno dei richiedenti ha ricevuto il bonus. Anzi, pare che INPS non abbia nemmeno evaso le domande. Che succede?

Bonus Nido 2024, quando pagano?

Il Bonus Nido assume due forme: si presenta o sottoforma di un contributo per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati dagli enti locali, oppure sottoforma di un contributo per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione, in favore di bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

In ogni caso va presentata domanda a INPS. L’Istituto avvia i pagamenti dopo aver evaso la domanda. Nel messaggio dell’11 marzo aveva indicato come data di avvio degli accrediti il 2 aprile 2024. Ahimè, il 2 aprile è passato e le domande risultano ancora protocollate.

A farlo notare a INPS è un utente richiedente il bonus Nido, che sui social sottolinea di aver già pagato quattro mensilità senza però aver ancora beneficiato del rimborso INPS:

bonus nido

La risposta dell’Istituto è molto vaga: si sa solo che l’Ente previdenziale sta lavorando per tener fede agli impegni presi. Anche nei chiarimenti forniti via email INPS non si sbilancia:

bonus nido

Da quanto si evince, pare addirittura che le domande del bonus Nido 2024 ancora non siano visibili alla sede, né lavorabili. Un netto ritardo, se si considera che a quest’ora i pagamenti avrebbero dovuto già essere arrivati. E invece, non sono nemmeno partiti.

Cosa si può dire sui tempi di pagamento

Mettendo insieme le due risposte, comunque, sembra che INPS sia a lavoro così da sbloccare la situazione il prima possibile e non far lievitare ancora di più il ritardo. Lavorerà le domande in ordine di presentazione, i pagamenti arriveranno quindi in ordine cronologico in base alla data di invio.

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