La crisi energetica globale non è più solo un tema europeo. In Asia, soprattutto nel Sud Est, diversi governi stanno già intervenendo con misure concrete per ridurre i consumi di carburante e contenere i costi. Il punto centrale è uno: meno spostamenti significa meno energia consumata. E per questo il lavoro da casa torna al centro delle politiche pubbliche.
Smart working e settimana corta: cosa stanno facendo gli Stati
In Indonesia il governo ha introdotto una misura chiara: un giorno a settimana di lavoro da casa per i dipendenti pubblici, mentre il privato è solo invitato ad adeguarsi. È il modello più definito.
In Malaysia si va nella stessa direzione, ma senza un numero fisso: il lavoro da remoto è già stato avviato nel pubblico, con applicazione flessibile. I giorni di lavoro agile potrebbero essere anche più di uno.
In Thailandia e Vietnam le misure sono più leggere: lavoro da remoto raccomandato, riduzione degli spostamenti e risparmio energetico negli uffici.
Diverso il caso di Filippine e Pakistan, dove si punta sulla settimana lavorativa corta nel pubblico, riducendo i giorni in presenza anziché spostarli a casa.
In tutti i casi emerge una distinzione netta:
- Settore pubblico: interventi diretti, anche obbligatori, per almeno un giorno a settimana;
- Settore privato: solo raccomandazioni o incentivi,
Perché lì sì e in Europa no
Questi Paesi sono arrivati prima per una ragione semplice: sono più esposti agli shock energetici. Dipendono fortemente dalle importazioni di carburante e hanno meno margini fiscali per assorbire i rincari.
In Unione Europea le raccomandazioni esistono, ma per ora restano tali. Salvo il caso della Slovenia che ha fissato il tetto di 30 litri al rifornimento alla pompa, ma è un’altra cosa: non si interviene sul lavoro ma sul consumo di carburanti nell’ottica del razionamento. I governi europei, Italia compresa, stanno evitando misure obbligatorie per non frenare la produzione industriale e non aprire nuovi conflitti con le imprese.
Il risultato è un doppio binario: in Asia si interviene subito, anche con strumenti già usati durante il Covid; in Europa si rimane su linee guida. Ma se i prezzi dell’energia continueranno a salire, questo equilibrio potrebbe non reggere a lungo.




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