Nel pieno della crisi energetica e internazionale, si riapre il dibattito su possibili misure straordinarie che potrebbero coinvolgere anche la scuola. Dopo l’intervento alla Camera di Giorgia Meloni, oggi 9 aprile emerge un passaggio che non esclude scenari già vissuti durante l’emergenza Covid. Misure straordinarie per gestire la carenza di prodotti energetici e i prezzi impazziti, comprese le misure che hanno riguardato la Scuola tra il 2020 e il 2021, come la Didattica a Distanza.
Il riferimento alle misure pandemiche
Il punto centrale è nelle parole della premier: “Se invece la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia.”
Un’affermazione che apre a strumenti emergenziali. E il riferimento è chiaro: marzo 2020, quando l’Italia attivò la didattica da casa per gestire l’isolamento sociale e ridurre i contatti legati al rischio di contagio da Covid-19. E’ bene precisare che la premier non entra nel merito del dibattito sulla didattica a distanza ma è chiaro che guarda alle misure prese durante la pandemia come un riferimento, come delle soluzioni da riproporre per contrastare, questa volta, una crisi energetica senza precedenti. Chi, dunque, pensava che la questione fosse chiusa, dovrà ricredersi.
Dalla pandemia alla scuola: cosa potrebbe succedere
Durante la pandemia la Dad andò avanti per mesi, con conseguenze importanti sul piano sociale ed economico, fino al punto che oggi è avversata da ampie fasce della popolazione (famiglie, alunni, associazioni, gli stessi docenti). Anche per lo Stato il costo fu rilevante, superiore agli 85 milioni di euro.
Alla luce di questo precedente, il richiamo a misure “non dissimili” non può essere ignorato. La possibilità di interventi che incidano sulla vita quotidiana, scuola compresa, resta dunque sul tavolo.
L’ipotesi già lanciata dal sindacato
A lanciare per primo il tema nei giorni scorsi è stato Marcello Pacifico, presidente Anief, sindacato del personale scolastico, che ha evocato proprio il possibile ritorno alla didattica a distanza in caso di aggravamento della crisi energetica.
Uno scenario che ora non viene esplicitamente escluso dalla presidente del Consiglio, a differenza di quanto fatto dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha dichiarato che “la Dad non è contemplata in alcun modo”.
Le misure già adottate e quelle possibili
Nel frattempo, il governo rivendica gli interventi già messi in campo per ridurre il prezzo del carburante alla pompa di 20 centesimi più IVA: “Era nostra responsabilità intervenire con un corposo decreto che ponesse le basi per ridurre in modo strutturale il costo dell’energia.”
Ma è soprattutto il passaggio sulle misure straordinarie a segnare un possibile cambio di scenario. Perché se la crisi dovesse peggiorare, il ritorno a strumenti simili a quelli della pandemia, Dad inclusa, non può essere escluso.



