Smart working, aiuti economici e taglio delle bollette. Sono questi i tre pilastri del piano europeo contro la crisi energetica, ma con una svolta importante arrivata proprio da Bruxelles. L’Unione europea ha deciso di fare un passo indietro sull’ipotesi più discussa: l’obbligo di lavoro da casa. Una scelta che ridefinisce l’intero impianto delle misure.
Niente smart working obbligatorio: la retromarcia della Commissione
Il primo punto riguarda proprio il lavoro agile. Nelle bozze iniziali era prevista una raccomandazione per introdurre almeno un giorno a settimana di smart working, con l’obiettivo di ridurre consumi energetici e spostamenti.
Tuttavia, come riportato da El País, “la Commissione europea ha scartato la raccomandazione di imporre un giorno obbligatorio di telelavoro settimanale”. La misura è stata eliminata nella versione finale del piano AccelerateEU, per resistenze politiche e dubbi giuridici.
Di conseguenza, non ci sarà alcun obbligo per lavoratori e imprese. Ogni eventuale scelta sullo smart working resterà nelle mani dei singoli Stati.
Bonus e aiuti: più spazio agli interventi economici
Se lo smart working esce dal piano, cresce invece il peso delle misure economiche. Bruxelles punta soprattutto su bonus e sostegni per famiglie e imprese.
Sempre secondo El País, il piano prevede un allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, così da permettere ai governi di intervenire con maggiore libertà. Questo significa più possibilità di introdurre:
- bonus energetici
- sostegni per le fasce più fragili
- incentivi per l’efficienza energetica
L’obiettivo è compensare l’aumento dei costi legato alla crisi energetica senza imporre obblighi diretti.
Bollette e consumi: la strategia UE resta sulla riduzione dei costi
Il terzo pilastro riguarda il taglio delle bollette. Bruxelles spinge per una riduzione della tassazione sull’elettricità e per misure che favoriscano il passaggio a consumi più efficienti.
Accanto a questo, resta la linea di fondo: ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e contenere i consumi. Tuttavia, anche in questo caso, non ci saranno imposizioni.
Il piano, come evidenziato da El País, si configura ormai come un insieme di raccomandazioni. L’Unione europea indica la direzione, ma saranno i governi nazionali a decidere come intervenire concretamente su smart working, bonus e bollette.




