Il mondo della scuola si prepara allo sciopero generale del 18 maggio proclamato da USB. La mobilitazione coinvolgerà docenti, personale ATA ed educatori con una piattaforma che unisce la richiesta di aumenti salariali, il rinnovo dei contratti pubblici e la difesa del sistema scolastico pubblico.
Per il sindacato, il comparto istruzione continua a subire gli effetti dell’inflazione e della riduzione delle risorse destinate ai servizi pubblici. USB sostiene che i rinnovi contrattuali degli ultimi anni non abbiano garantito il recupero del potere d’acquisto e che la scuola stia pagando il prezzo delle scelte economiche legate all’aumento delle spese militari e al riarmo europeo.
USB: stipendi insufficienti e scuola sempre più in difficoltà
Secondo USB, il personale scolastico vive una situazione caratterizzata da salari bassi, carichi di lavoro crescenti e carenza di investimenti. Il sindacato collega il peggioramento delle condizioni nella scuola pubblica al progressivo ridimensionamento del welfare e alla mancanza di risorse per istruzione e servizi.
La protesta del 18 maggio arriva dopo mesi di mobilitazioni nel pubblico impiego. USB ricorda infatti le iniziative avviate dopo lo sciopero del 31 ottobre 2024, con manifestazioni e presidi organizzati anche nel settore scuola per chiedere aumenti salariali e maggiori tutele per lavoratrici e lavoratori.
Trattandosi di uno sciopero generale si fermeranno anche i trasporti locali e i treni: per tali motivi docenti e ata potrebbero essere spinti ad aderire allo sciopero.
I dati dello sciopero scuola del 7 maggio
In questi giorni sono stati diffusi anche i numeri relativi alla precedente mobilitazione del 7 maggio nel comparto istruzione.
Le scuole che hanno comunicato i dati sono state 6.161 su 7.671, pari all’80,32% del totale, includendo anche Trento e Bolzano. Il personale che ha aderito allo sciopero è stato pari a 23.974 unità, corrispondenti al 2,56% delle 937.114 unità tenute al servizio.
Dati che rappresentano una fotografia della partecipazione registrata nella scuola durante l’ultima giornata di protesta.
La mobilitazione del 18 maggio
Per USB la scuola pubblica deve tornare a essere centrale nelle politiche sociali del Paese. Per questo il sindacato conferma la partecipazione alle manifestazioni del 18 maggio contro il riarmo, le politiche economiche del Governo e il definanziamento dei servizi pubblici.
La mobilitazione proseguirà poi il 23 maggio con la manifestazione nazionale “Paghiamo sempre noi”, promossa dalla categoria operaia.




