Agricoltura, i Bonus Donne 2026: Stop ai Contratti Stagionali e Assunzioni Stabili

Agricoli

Il nuovo Bonus Donne 2026 arriva per ai lavoratori agricoli. La circolare INPS n. 57 del 14 maggio 2026 conferma infatti che gli incentivi spettano pure ai datori di lavoro del settore agricolo, ma solo in presenza di assunzioni stabili.

Una novità importante per un comparto dove il lavoro stagionale continua a essere dominante e dove il Governo punta a contrastare fenomeni di caporalato, sfruttamento e lavoro irregolare.

Sgravio fino a 650 euro al mese

Il Bonus Donne 2026 prevede un esonero del:

  • 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro;
  • fino a 650 euro mensili per lavoratrice;
  • per una durata massima di 24 mesi.

Nelle regioni della ZES unica, il beneficio può arrivare addirittura a:800 euro al mese

L’incentivo riguarda le assunzioni di donne considerate:

  • svantaggiate;
  • molto svantaggiate;
  • prive di lavoro da lungo tempo.

L’obiettivo dichiarato è favorire occupazione stabile e regolare soprattutto nei settori più fragili del mercato del lavoro.

Agricoltura inclusa, ma non per tutti i contratti

La circolare INPS chiarisce espressamente che il bonus spetta anche ai:datori di lavoro agricoli

Ma esiste una condizione fondamentale:l’assunzione deve essere a tempo indeterminato

Questo significa che:

  • le operaie agricole OTI ( tempo indeterminato) possono rientrare nello sgravio;
  • le lavoratrici agricole stagionali OTD (tempo determinato) restano escluse.

Fuori dal beneficio anche:

  • contratti a termine;
  • apprendistato;
  • lavoro intermittente;
  • prestazioni occasionali.

Escluse inoltre le trasformazioni da contratto a termine a contratto stabile già esistente.

Un dettaglio che rischia di lasciare fuori una grande parte delle lavoratrici agricole impiegate stagionalmente durante raccolte e campagne agricole.

Il legame con il caporalato

Il Bonus Donne nasce all’interno del decreto-legge sul:“salario giusto e contrasto al caporalato digitale”

Non si tratta quindi soltanto di un incentivo economico.

Il Governo punta infatti a premiare le aziende agricole che:

  • assumono regolarmente;
  • rispettano il contratto collettivo;
  • versano correttamente contributi e salari;
  • garantiscono sicurezza sul lavoro.

Per ottenere il bonus serviranno:

  • DURC regolare;
  • rispetto del CCNL agricolo;
  • assenza di violazioni gravi in materia di lavoro.

Le aziende coinvolte in situazioni di sfruttamento o irregolarità rischiano invece:

  • la perdita dello sgravio;
  • il recupero delle somme;
  • controlli ispettivi più severi.

Cosa cambia per i lavoratori agricoli

Per molte lavoratrici agricole il Bonus Donne 2026 potrebbe rappresentare una occasione per ottenere finalmente un contratto stabile.

Ma resta il limite principale, vale a dire che lo sgravio non si applica al lavoro stagionale

Ed è proprio il lavoro stagionale a rappresentare oggi la forma più diffusa di occupazione agricola in molte zone d’Italia.

Per questo la misura potrebbe favorire soprattutto quelle aziende agricole che vogliono investire su occupazione continuativa e regolare, riducendo il ricorso a rapporti precari e contribuendo a contrastare il lavoro nero nelle campagne.