Un nuovo chiarimento dell’INPS torna a modificare, almeno in parte, le procedure per il riconoscimento dell’invalidità civile e della disabilità. Il messaggio n. 1750 del 27 maggio 2026 interviene infatti su un sistema che è già in fase di transizione e che continuerà a cambiare nei prossimi anni, creando di fatto una doppia via ancora attiva sul territorio.
Il risultato è un quadro complesso: alcune persone seguono la nuova procedura digitale introdotta dalla riforma, altre devono ancora utilizzare il vecchio sistema, a seconda dell’età e della provincia di residenza. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.
Riforma della disabilità ancora in fase sperimentale
La riforma della disabilità introdotta dal decreto legislativo 62/2024 non è ancora pienamente operativa in tutta Italia. L’entrata a regime è prevista infatti solo dal 1° gennaio 2028, ma nel frattempo il nuovo sistema viene applicato in modo sperimentale in alcune province.
Questo significa che oggi convivono due modelli diversi:
- uno “nuovo”, attivo in 40 province e basato su una procedura semplificata e digitale in cui non serve più il doppio passaggio certificato medico + domanda amministrativa;
- e uno “vecchio”, ancora valido in molte aree del Paese e che prevede certificato medico + domanda amministrativa.
Proprio per evitare errori e confusione, l’INPS è intervenuta con nuove istruzioni operative rivolte a medici certificatori e cittadini.
Il chiarimento INPS per medici e cittadini over 70
Con il messaggio n. 1750, l’INPS ha definito come devono comportarsi dal 1° giugno medici e cittadini nelle province dove è attiva la sperimentazione della riforma.
Il punto centrale riguarda le persone con età pari o superiore a 70 anni, per le quali cambia il percorso di valutazione in base alle condizioni cliniche. In sintesi, il sistema distingue due situazioni:
- se il medico certifica la presenza di patologie croniche e condizioni che riducono l’autonomia, si continua a usare la procedura “vecchia”, che richiede anche la domanda amministrativa oltre al certificato medico;
- se queste condizioni non sono presenti, si applica invece la nuova procedura semplificata introdotta dalla riforma.
Nei territori non coinvolti dalla sperimentazione, invece, continua a valere il vecchio sistema per tutti, indipendentemente dall’età del paziente.
Il ruolo del medico e la valutazione delle condizioni
Come visto, un elemento chiave del nuovo sistema è il ruolo del medico certificatore. È infatti il medico a indicare, già nella compilazione del certificato, se la persona:
- è affetta da patologie croniche;
- oppure presenta condizioni cliniche che possono compromettere progressivamente l’autonomia.
Come anticipato sopra, da questa valutazione dipende il percorso successivo: vecchia procedura oppure nuova modalità semplificata. Per tale motivo l’INPS ha aggiornato i sistemi informatici: in questo modo il medico è guidato automaticamente nella scelta corretta e si riduce il rischio di errori nella compilazione.
INPS, cosa cambia per i cittadini
Dal 1° giugno, per chi deve presentare domanda di invalidità o riconoscimento della disabilità, il punto fondamentale è capire quale procedura si applica nel proprio caso. In generale:
- in alcune zone e per alcuni casi si utilizza ancora il sistema tradizionale con doppio passaggio (certificato + domanda);
- in altri casi, la procedura è semplificata e si basa solo sul certificato medico.
Nei prossimi anni il sistema dovrebbe diventare più uniforme e digitale, ma fino ad allora cittadini, medici e patronati dovranno continuare a orientarsi tra regole vecchie e nuove che convivono nello stesso momento.




