Invalidità, Crollo Domande: Fino a 200 Euro per Presentare la Richiesta

La riforma della disabilità voluta dal Governo continua a far discutere. A lanciare l’allarme è la Cgil, che ha analizzato i dati delle 58 province italiane dove è in corso la sperimentazione delle nuove procedure per il riconoscimento dell’invalidità civile e previdenziale. Secondo il sindacato, il numero delle domande presentate è diminuito in modo significativo, con il rischio che migliaia di persone fragili possano rinunciare o incontrare difficoltà nell’accesso alle tutele previste dalla legge.

Il calo delle domande nelle province coinvolte

L’analisi effettuata dalla Cgil sui dati Inps evidenzia una riduzione del 13,1% delle domande di invalidità previdenziale nelle province interessate dalla sperimentazione. In diminuzione anche le richieste di invalidità civile, che registrano un calo del 12,9%.

Si tratta di un fenomeno che riguarda tutte le province nelle quali è stato avviato il nuovo sistema, come qualcuno potrebbe pensare osservando i dati di alcune aree del Mezzogiorno. Il sindacato sottolinea infatti che la flessione emerge in modo generalizzato nei territori coinvolti dal progetto pilota.

Nuova Procedura e Costi insostenibili

Secondo la Cgil, una delle principali cause del calo sarebbe legata alla modifica del percorso di presentazione delle domande. Con la sperimentazione, infatti, il ruolo dei patronati nella fase iniziale è stato ridimensionato e la procedura passa principalmente attraverso il medico certificatore.

Questo meccanismo, secondo il sindacato, rischia di creare maggiori difficoltà per i cittadini, soprattutto per quelli più fragili o meno informati. A incidere sarebbero anche la carenza di medici legali, le difficoltà organizzative e i costi dei certificati introduttivi.

Come evidenziato da una inchiesta di TuttoLavoro24.it pubblicata il mese scorso la nuova procedura per il riconoscimento dell’invalidità e della disabilità sta sollevando forti polemiche anche a causa dei costi elevati a carico dei cittadini. Con la sperimentazione avviata in 58 province, il certificato medico introduttivo è diventato il passaggio centrale della domanda e può costare tra 150 e 200 euro. A questa spesa si può aggiungere quella del patronato, facendo superare facilmente i 200 euro complessivi. Il problema è aggravato dall’assenza di tariffe nazionali regolamentate, che lascia spazio a costi molto variabili. Una situazione che penalizza soprattutto le persone più fragili e con minori disponibilità economiche.

Oltre 25mila domande a rischio dal 2027

Guardando al futuro, la preoccupazione della Cgil aumenta. Se il modello sperimentale dovesse essere esteso a tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027, il sindacato stima una riduzione potenziale di circa 25.447 domande annue di invalidità e inabilità previdenziale.

Per la Cgil, questo significherebbe che oltre 25mila lavoratrici e lavoratori, pur avendo i requisiti per ottenere l’assegno ordinario di invalidità o la pensione di inabilità, potrebbero non riuscire ad accedere correttamente alle prestazioni previste dall’ordinamento.