Le pubblicazioni delle disponibilità dopo la mobilità del personale docente stanno generando numerosi dubbi tra gli aspiranti insegnanti che attendono le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027.
In molti stanno confrontando i posti messi a bando con il concorso PNRR3 con le cattedre vacanti emerse dopo i trasferimenti, arrivando però a conclusioni errate. I due dati, infatti, non coincidono e seguono logiche completamente diverse. Per comprendere quali saranno le reali opportunità di assunzione è necessario distinguere tra posti banditi, posti disponibili e posti autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
I posti del concorso PNRR3 non sono i posti delle assunzioni
Uno degli errori più frequenti riguarda l’interpretazione dei posti messi a bando con il concorso PNRR3. Molti candidati hanno considerato quei numeri come una sorta di promessa di assunzione immediata, ma il meccanismo non funziona in questo modo.
I posti banditi rappresentano infatti una programmazione del fabbisogno effettuata molti mesi prima delle operazioni di mobilità e dei pensionamenti effettivi. Quando viene predisposto un bando, il Ministero non conosce ancora con precisione quante cattedre si libereranno a seguito di trasferimenti, passaggi di ruolo o cessazioni dal servizio.
Nel caso del PNRR3, inoltre, il Ministero ha scelto una programmazione pluriennale. I posti messi a concorso non sono riferiti esclusivamente alle disponibilità del prossimo anno scolastico, ma coprono un orizzonte che arriva fino al 2028. È quindi normale trovare differenze anche molto significative tra i posti banditi e quelli effettivamente disponibili oggi.
Le cattedre vacanti dopo la mobilità non garantiscono il ruolo
Un secondo equivoco riguarda le disponibilità pubblicate dopo la mobilità. Anche se una cattedra risulta vacante, ciò non significa automaticamente che verrà coperta con un’assunzione a tempo indeterminato.
Per procedere alle immissioni in ruolo è infatti necessaria ogni anno l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Ministero dell’Istruzione presenta una richiesta basata sulle disponibilità esistenti e il MEF verifica la sostenibilità finanziaria dell’operazione.
Solo dopo questa valutazione viene emanato il decreto che autorizza il contingente nazionale delle assunzioni. Di conseguenza, il numero delle immissioni in ruolo può risultare inferiore rispetto alle cattedre effettivamente vacanti.
Negli ultimi anni i contingenti autorizzati sono stati spesso vicini alle disponibilità reali, ma il dato definitivo per il 2026/2027 non è ancora noto.
Come vengono assegnati i posti autorizzati
Una volta definito il contingente nazionale, i posti vengono ripartiti tra regioni, province e classi di concorso.
Successivamente si applica la tradizionale divisione del 50% alle Graduatorie ad Esaurimento e del restante 50% ai vincitori dei concorsi. Nelle province dove le GAE risultano esaurite, l’intero contingente viene destinato alle graduatorie concorsuali.
Terminata l’assunzione dei vincitori, eventuali posti residui possono essere assegnati agli idonei nella quota aggiuntiva del 30%, agli idonei dei precedenti concorsi, agli elenchi regionali e, nel caso del sostegno, anche alle GPS di prima fascia e alla mini call veloce.
Primaria e sostegno restano le aree con maggiori opportunità
Dall’analisi delle disponibilità emerse dopo la mobilità emerge che le maggiori possibilità continuano a concentrarsi soprattutto nella scuola primaria e sul sostegno.
Regioni come Lombardia, Veneto e Lazio presentano ancora migliaia di cattedre disponibili nella primaria, mentre sul sostegno primaria si registrano numeri particolarmente elevati soprattutto nel Nord Italia.
Diversa la situazione per il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, dove sia i posti banditi sia le disponibilità risultano sensibilmente inferiori.
I dati confermano quindi una realtà già nota da anni: il fabbisogno di docenti continua a essere molto elevato in alcune aree del Paese, mentre in altre il numero di posti disponibili appare decisamente più contenuto. Per conoscere le reali possibilità di assunzione sarà però necessario attendere il decreto autorizzativo del MEF, atteso come ogni anno nel mese di luglio.




