Il caro carburanti rischia di diventare un problema ancora più pesante con l’avvicinarsi di settembre. Il Governo ha prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise, ma per il periodo successivo serve una soluzione più strutturale. E mentre per i lavoratori dipendenti si guarda ai fringe benefit, sul tavolo c’è anche un’ipotesi per non lasciare fuori autonomi e partite IVA.
Caro carburanti, il taglio delle accise dura fino al 5 settembre
Il primo intervento sul quale il Governo è chiamato a decidere riguarda il prezzo alla pompa. Il taglio delle accise è stato prorogato fino al 5 settembre, ma dal giorno successivo occorrerà valutare come intervenire per evitare che benzina e soprattutto diesel continuino a pesare sui bilanci di famiglie e lavoratori.
Il problema riguarda in particolare chi utilizza l’auto o un veicolo per lavorare. Per molte partite IVA il carburante rappresenta infatti un costo quotidiano e difficilmente comprimibile.
È da qui che nasce l’ipotesi di affiancare agli interventi sul prezzo alla pompa una misura specifica destinata ai lavoratori.
Bonus benzina, per i dipendenti si guarda ai fringe benefit
Per i lavoratori dipendenti l’idea allo studio è quella di utilizzare i fringe benefit, consentendo alle aziende di riconoscere un aiuto destinato anche alle spese per il carburante. In questo caso il vantaggio arriverebbe direttamente al lavoratore attraverso il rapporto con il datore di lavoro, con un beneficio che si tradurrebbe quindi in un sostegno collegato alla busta paga.
La formula è ancora oggetto di valutazione e dovrà essere definita dal Governo, ma l’obiettivo è attenuare l’impatto dei rincari senza intervenire soltanto attraverso uno sconto generalizzato sul prezzo dei carburanti.
Bonus benzina anche per autonomi e partite IVA
Il punto ancora più interessante riguarda gli autonomi. Un sistema basato sui fringe benefit, infatti, non potrebbe essere utilizzato nello stesso modo da chi lavora con partita IVA e non ha un datore di lavoro.
Per questo, secondo quanto riportato da Il Messaggero, il Governo starebbe valutando una soluzione alternativa: permettere anche agli autonomi di beneficiare di un buono per l’acquisto di carburante, con la possibilità di ottenere un vantaggio fiscale sulla spesa sostenuta. In sostanza, il professionista o il lavoratore autonomo potrebbe acquistare il buono e successivamente portare la spesa a beneficio fiscale secondo le modalità che saranno eventualmente stabilite.
Si tratterebbe quindi di un meccanismo diverso rispetto al fringe benefit dei dipendenti, ma con lo stesso obiettivo: estendere il sostegno contro il caro carburanti anche al popolo delle partite IVA.
Dal 6 settembre serve una misura strutturale
La vera partita si giocherà quindi nei prossimi giorni. La proroga delle accise copre il periodo fino al 5 settembre, mentre dal 6 settembre il Governo dovrà decidere se confermare lo sconto sul carburante, sostituirlo con un’altra misura o affiancarlo a nuovi strumenti di sostegno.
Tra le ipotesi c’è quindi anche un doppio intervento: fringe benefit per i dipendenti e un possibile bonus fiscale per gli autonomi. Per ora, però, non c’è ancora una misura definitiva per le partite IVA. Importo del bonus, modalità di acquisto del buono, limite di spesa e percentuale di detrazione dovranno essere eventualmente stabiliti con il provvedimento del Governo.




