Lavoratori agricoli, dalla Legge di Bilancio “solo briciole”: ecco perchè

Braccianti

“Un centinaio di euro per i lavoratori della prima fascia di reddito (quella attorno ai 15mila euro), oltre 600 euro per quelle dei 40mila in su. E niente, addirittura per gli incapienti, coloro che non guadagnano quasi nulla. Questa è la misura della considerazione di questo governo verso i lavoratori del settore primario: briciole.

E’ il netto giudizio del Segretario generale della Flai-Cgil Brindisi, Cosimo Della Porta sulla Legge di Bilancio da poco approvata in Parlamento. Giudizio che ‘fa sintesi‘ di quanto espresso da settimane dalle stesse confederazioni centrali Cgil e Uil, che il 16 dicembre scorso hanno portato a sciopero i lavoratori.

“Una legge generosa con chi è forte: chi guadagna dai 40 mila euro in su si ritroverà risparmi per oltre 6-700 euro, che sono utili, ma non incidono particolarmente sulla qualità della vita. Una legge avara con chi guadagna, seppure, 15mila euro all’anno o meno ancora come i braccianti agricoli per cui ritrovare a percepire sgravi del genere sarebbe come ricevere un altro stipendio”, si puntualizza nella nota.

Per i braccianti agricoli solo “briciole”, dunque, “o addirittura nulla se si considera che per la maggior parte dei braccianti agricoli – quelli del Mezzogiorno e del nostro territorio in particolare – guadagna ben al di sotto di questi redditi. Ed è costretto nella maggior parte dei casi a racimolare giornate per mettere insieme un misero salario. Una fatica non solo fisica quella per i braccianti e le braccianti, perché in campagna non si lavora ogni giorno dati i cicli delle stagioni e delle colture”.

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