I ritardi dei pagamenti della cassa integrazione artigiani, affidati al Fondo Artigiani dietro erogazione di risorse ministeriali, è il tema caldo di queste settimane. Da qualche giorno, poi, con l’erogazione della prima tranche dei fondi stanziati dal DL Rilancio (248 milioni) in grado di coprire appena l’arretrato di marzo e solo una parte di aprile 2020 il tema è diventato bollente poichè vi è un nuovo arretrato che si chiama “aprile”. Senza dimenticare che a seguire c’è maggio e così via.

In attesa di sono centinaia di migliaia di lavoratori in tutta Italia e i loro datori di lavoro artigiani che hanno sempre maggiori difficoltà a gestire questa situazione.

Ecco perchè un artigiano ha deciso di scrivere al Corriere della Sera questa lettera:

I miei «ragazzi» sono in cassa integrazione dall’1 marzo e ad oggi non hanno ancora ricevuto un centesimo. L’Inps ci ha demandato, come artigiani, agli enti Ebna/Fsba, i quali nonostante due Pec inviate come azienda non si sono degnati di una risposta. Risposta che invece, è stata fatta al sollecito del nostro professionista, come segue: «Salve, l’informazione è quella pubblicata sul sito alla quale l’ho rimandata per comodità e ufficialità, ovvero, per erogare le prestazioni, siamo in attesa delle risorse ministeriali previste dal decreto Rilancio, in quanto avendo già erogato con le nostre risorse quasi tutta la competenza di marzo, non abbiamo più risorse a disposizione. Cordiali saluti. Stefano Caleno, responsabile Sistemi informativi Ebna-Fsba». Ora sicuramente non saremo gli unici in questa situazione, ma mi chiedo come sia possibile andare avanti così: i dipendenti si rivolgono a noi e noi non sappiamo cosa dire visto che la situazione non è sotto la nostra gestione. Stiamo cercando di sopravvivere, sperando di arrivare a settembre e trovare una situazione migliore. Non abbiamo possibilità di anticipare un soldo. Ma come possiamo e possono loro arrivare in questa situazione? Possibile che non ci sia nessuno che comprenda? Omar Crudeli”

Fonte: Corriere della Sera del 3 luglio 2020