Dopo il diffondersi a fine giugno nei magazzini di Bartolini, nel bolognese, è la volta dei magazzini di Tnt Express. Il Coronavirus fa “tappa” nei magazzini della logistica distributiva e il focolaio non sembra arrestarsi.

I contagiati sono saliti a 158 presso Bartolini e a 43 presso Tnt Express, tra facchini, carrellisti, ecc. E così la Regione Emilia-Romagna annuncia test sierologici “a tappeto” per tutti i lavoratori.

A dare spazio a chi, nel mondo sindacale, si interroga sulle ragioni di questo sfrenato propagarsi del virus è il Manifesto in Edicola oggi.

Secondo Tiziano Loreti del coordinamento bolognese di Sì Cobas “sono le modalità di lavoro, i facchini che vengono ammassati gli uni sugli altri, le temperature altissime nei capannoni che costringono le persone ad abbassare la mascherina per respirare. Bisogna dire basta allo sfruttamento”.

A giudizio di Luigi Giove, Segretatio Regionale Cgil, la motivazione va anche cercata altrove ”La situazione della logistica potrebbe anche non essere un caso isolato. Sarebbe importante e decisivo non solo indagare le condizioni di lavoro ma anche le condizioni di vita di queste persone”.

Dunque rispetto alla vicenda del propagarsi del Coronavirus nei magazzini della logistica dei corriere le organizzazioni sindacali si dividono sulle cause degli eventi. Posizione più moderata assume la Cgil che consiglia di osservare anche lo stile di vita dei lavoratori tenuto fuori dall’orario di lavoro, mentre il sindacato di base sostiene che la resposabilità sia da ricercare alla gestione aziendale.