E’ previsto per i primi di giugno l’avvio della campagna vaccinale nel mondo produttivo, che coinvolgerà 12 milioni e 384 mila lavoratori.

Governo, Regioni e Inail hanno stilato un documento che stabilisce quale sarà l’ordine con cui avverranno le vaccinazioni per le diverse categorie di lavoratori.

A mettere in luce quali sono i fattori che saranno presi in considerazione per stabilire l’ordine di priorità è il quotidiano La Stampa in edicola oggi che parla di “quattro fattori”:

“il <rischio di contagio secondo i parametri di esposizione, prossimità e aggregazione>; <le denunce di infortuni causa Covid aggiornate dall’Inail>; <l’analisi dei focolai nei contesti produttivi>; il <rischio di contagio nei contesti lavorativi>“.

Oltre alle categorie di lavoratori da immunizzare in via prioritaria – che però già lo sono per la maggior parte – come operatori sanitari, insegnanti e forze dell’ordine, nel quotidiano torinese in edicola oggi leggiamo:

Nel documento da Governo, Regioni e Inail sembrerebbe finalmente riconosciuto l’alto rischio che tali categorie di lavoratori corrono ogni giorno a causa dell’esposizione al virus, finora trascurato e rispetto al quale negli scorsi mesi ci sono stati anche agitazioni sindacali: su tutti lo sciopero dei supermercati in Sicilia nei giorni di Paqua. Chiaramente, dovranno essere espunti dalla lista coloro che hanno già effettuato il vaccino perchè si sono prenotati per ordine d’età, secondo le regole regionali.

Sulla base di questi criteri che dovrebbero far emergere le situazioni più a rischio, più allarmanti, secondo il quotidiano torinese si arriverebbe a questa situazione, e cioè che “tra i primi a vaccinarsi in azienda, uffici e luoghi di lavoro saranno i due milioni di commercianti al dettaglio, l’altro milione e passa di addetti ai servizi di ristorazione, i circa due milioni di lavoratori del settore dei trasporti, oltre a parrucchieri e addetti ai servizi della persona, tanto per citare le categorie più numerose“.

Le regole per le vaccinazioni sui luoghi di lavoro sono stabilite dal “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro“, siglato dal Ministro del Lavoro, dal Ministro della Salute e dalle parti sociali il 6 aprile scorso.

Questo prevede un doppio canale di accesso al vaccino. Per le aziende di grandi dimensioni la somministrazione sarà affidata ai medici del lavoro o, su sua supervisione, a personale sanitario esterno; mentre nelle piccole aziende avverrà in centri vaccinali convenzionati.

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