La spinta del Governo verso la realizzazione di una campagna vaccinale più efficace, che convinca anche gli scettici e i no vax, dovrebbe tradursi – come visto in questi giorni – in un’estensione del Green pass (o certificato verde) che diventerebbe obbligatorio anche per entrare in ristoranti, locali, teatri, cinema, concerti, ecc. Su questo una decisione definitiva sarà presa dal Consiglio dei Ministri che si riuniorà domani.

Lo scontro però rischia di allargarsi dal piano etico, tra chi è pro vaccino e chi è contro l’inoculazione, a quello sociale.

Secondo quanto scrive il quotidiano Il Mattino in edicola oggi le imprese, Confindustria in testa, starebbero spingendo sul Governo per poter prendere dei provvedimenti nei confronti dei lavoratori che continuano a non vaccinarsi determinando problemi organizzativi in azienda.

Con una mail interna nei giorni scorsi la direttrice generale della confederazione degli imprenditori, Francesca Mariotti, ha scritto alle imprese associate per informarle delle interlocuzioni avviate col governo, basate sulla possibilità di richiedere ai dipendenti in certificato verde digitale Covid-19 al fine di garantire la salute dell’ambiente di lavoro. E nel caso in cui il dipendente non l’avesse, potrebbe essere cambiato di mansioni oppure sospeso con effetti sulla retribuzione”.

Dunque Confindustria chiede al Governo guidato da Mario Draghi un provvedimento legislativo per estendere il Green pass nei luoghi di lavoro, in assenza del quale poter prendere dei provvedimenti specifici come: lo spostamento ad altro ufficio, reparto, mansione, fino ad arrivare alla sospensione del lavoratore (si pensi ai casi in cui non c’è alternativa alla sua mansione) che in quel caso sarebbe senza retribuzione.

Il problema segnalato dalle Imprese, certamente di non facile soluzione, è certamente tema urgente perchè se fosse esteso, come circola da voci di Palazzo Chigi, il Green pass per accedere ai locali pubblici, ai luoghi dello svago, cultura e sport, è evidente che lo stesso problema si porrebbe con riguardo a chi in questi luoghi ci lavora, che almeno per coerenza rispetto alle finalità anti-contagio dovrebbe essere i primi (titolari inclusi), ad essere in possesso della certificazione vaccinale o il tampone ogni 48 ore.

Per leggere quali iniziative il Governo potrebbe mettere in campo per i lavoratori – di tutti i settori e non solo dell’industria – anche sulla base dell’esperienza della Francia che ha già esteso il Grenn pass stabilendo la sua obbligatorietà persino sui trasporti pubblici clicca qui.

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