Didattica a Distanza a Maggio? Crosetto prevede: “Molti Blocchi”, Valditara smentisce

Alla vigilia di Pasqua il tema della didattica a distanza è tornato improvvisamente al centro del dibattito, intrecciandosi con la crisi energetica e con le tensioni internazionali. A riaccendere i riflettori è stato Marcello Pacifico, Presidente del Sindacato ANIEF, uno dei più rappresentativi nel mondo scolastico, che ha messo in fila uno scenario tutt’altro che remoto se la situazione dovesse peggiorare nelle prossime settimane.

L’allarme: scuola coinvolta nella crisi energetica

Pacifico parte da un punto preciso: il costo dell’energia e dei carburanti potrebbe avere effetti immediati sull’economia italiana. Da qui la possibilità di misure drastiche anche nel settore pubblico.

«La crisi energetica, con ripercussioni immediate sul costo dei carburanti, potrebbe portare l’Italia entro giugno a un tasso di inflazione altissimo: per frenare il costo della vita, il governo e il Parlamento potrebbero valutare l’adozione della didattica a distanza al seguito del collocamento dei lavoratori pubblici in smart working».

Un’ipotesi che lo stesso presidente Anief definisce estrema ma non incoerente con eventuali politiche di risparmio energetico:

«Potrebbe sembrare una soluzione eccessiva, ma sarebbe consequenziale all’entrata in vigore di misure atte a risparmiare le risorse energetiche».

E aggiunge un passaggio chiave – e allo stesso tempo realistico – che tiene aperto lo scenario:

«La scuola dovrà essere l’ultima a chiudere ma se la guerra in Medioriente continua potrebbe essere colpita dalla attuale crisi».

La risposta del governo: stop alla Dad

Nel giro di poche ore, però, arriva una smentita netta. Il 7 aprile il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, contattato da Adnkronos interviene per spegnere le voci:

«La Dad non è contemplata in alcun modo».

Una posizione chiara, che esclude al momento qualsiasi ritorno generalizzato alla didattica a distanza e che prova a rassicurare famiglie e personale scolastico.

Ma il quadro resta incerto: le parole di Crosetto

Eppure, nello stesso giorno, dal governo arriva anche un segnale che racconta un contesto ben più fragile. In un’intervista al Corriere della Sera in edicola il 7 april, ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando degli effetti e blocchi delle attività conseguenti alla crisi energetica e dei carburanti, ammette:

«È ciò che si teme. Non tutto ma molto».

Un passaggio che lascia intendere come il rischio di blocchi e rallentamenti sia concreto e possa colpire diversi settori.

Effetti imprevedibili

È proprio qui che le due linee si incrociano e apparentemente di pongono in una certa distanza. Da una parte la chiusura ufficiale del Ministero dell’Istruzione, dall’altra un quadro economico ed energetico che continua a preoccupare.

Se la crisi dovesse aggravarsi, il tema della riduzione dei consumi e dello smart working potrebbe tornare centrale, al di là di quello che dice oggi il Ministro dell’Istruzione. E con esso, inevitabilmente, anche quello della scuola.

Gli effetti di una crisi di questo tipo, infatti, non sono oggi prevedibili. Per questo, pur con la smentita di Valditara, appare più realistico e prudente l’atteggiamento di chi invita a considerare possibili conseguenze diffuse e impatti concreti su molte attività.