Per chi sta cercando un lavoro a tempo indeterminato e per le aziende che vogliono assumere, arriva una novità importante. L’INPS ha aperto le domande per tre diversi bonus che possono ridurre o azzerare i contributi dovuti dal datore di lavoro.
Un’opportunità che punta a favorire nuove assunzioni e ad aumentare le occasioni di impiego per giovani, donne e disoccupati di lunga durata.
Aperte le domande per i Bonus INPS 2026
Con tre diversi messaggi dell’11 giugno, l’INPS ha dato ufficialmente il via alle domande per tre importanti incentivi all’occupazione:
- Bonus Giovani 2026;
- Bonus Donne 2026;
- Bonus ZES 2026.
Le misure riguardano le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e prevedono, per i datori di lavoro privati che rispettano i requisiti previsti, l’esonero del 100% dei contributi previdenziali.
L’obiettivo è semplice: rendere meno costoso assumere a tempo indeterminato e favorire l’ingresso nel mercato del lavoro delle categorie che incontrano maggiori difficoltà occupazionali.
Le domande vengono presentate direttamente dai datori di lavoro attraverso il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) disponibile sul sito dell’INPS.
Bonus Giovani 2026: incentivo per gli under 35
Il Bonus Giovani 2026 è pensato per favorire l’occupazione stabile dei giovani.
L’incentivo riguarda le assunzioni a tempo indeterminato di persone che, al momento dell’assunzione, non hanno ancora compiuto 35 anni e si trovano in una condizione di svantaggio o di particolare difficoltà occupazionale, ad esempio perché prive di un impiego regolarmente retribuito da diversi mesi.
Per le aziende che assumono, il beneficio consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali, con un notevole risparmio sul costo del lavoro.
La richiesta deve essere inviata dal datore di lavoro tramite il Portale delle Agevolazioni dell’INPS.
Bonus Donne 2026: sostegno all’occupazione femminile
Tra gli incentivi disponibili c’è anche il Bonus Donne 2026, nato per favorire l’inserimento stabile delle donne nel mercato del lavoro e contribuire a ridurre il divario occupazionale.
La misura è destinata alle assunzioni a tempo indeterminato di donne svantaggiate o molto svantaggiate. A differenza del Bonus Giovani, non sono previsti limiti di età.
Anche in questo caso il datore di lavoro beneficia dell’esonero del 100% dei contributi previdenziali, rendendo più conveniente l’assunzione. La domanda viene presentata esclusivamente online attraverso il Portale delle Agevolazioni dell’INPS.
Bonus ZES 2026: aiuto alle assunzioni nel Centro-Sud
Il Bonus ZES 2026 è rivolto alle imprese che assumono lavoratori in specifiche aree della Zona Economica Speciale Unica, ossia in una sede situata in una delle seguenti regioni:
- Abruzzo;
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Marche;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia;
- Umbria.
Possono beneficiare dell’incentivo le assunzioni a tempo indeterminato di persone che hanno almeno 35 anni e risultano disoccupate da almeno 24 mesi.
L’agevolazione consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali per un massimo di 24 mesi ed è riservata ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione. Anche per questa misura la richiesta deve essere trasmessa tramite il Portale delle Agevolazioni dell’INPS.
Incentivi per le assunzioni solo col salario giusto
Attenzione. Le aziende che vogliono accedere agli sgravi contributivi e agli incentivi per le assunzioni non potranno limitarsi a rispettare una retribuzione minima generica. Dovranno infatti garantire ai lavoratori il cosiddetto “salario giusto”. Questi non è che il Trattamento Economico Complessivo (TEC) individuato dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative.
Se il trattamento economico applicato non raggiunge il livello richiesto dai contratti collettivi di riferimento, l’impresa rischia di non poter accedere agli incentivi pubblici previsti dalla normativa. In altre parole, il salario giusto diventa una sorta di requisito di accesso ai bonus occupazionali.
Perché questi incentivi possono favorire nuove assunzioni
I tre incentivi hanno un obiettivo comune: rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato. L’azzeramento dei contributi previdenziali permette infatti alle aziende di ridurre significativamente il costo dell’assunzione, favorendo l’inserimento lavorativo di giovani, donne e disoccupati di lunga durata.
Per chi è alla ricerca di un impiego stabile, queste misure possono rappresentare un’opportunità in più. Sapere di rientrare tra i beneficiari dei bonus può infatti aumentare l’interesse delle aziende verso nuove assunzioni, soprattutto nei settori che nei prossimi mesi programmeranno l’ampliamento degli organici.
Con l’apertura delle domande da parte dell’INPS, i datori di lavoro possono già richiedere gli incentivi previsti per le assunzioni effettuate nel corso del 2026, sfruttando uno strumento che punta a sostenere sia l’occupazione sia la competitività delle imprese.




