Il bonus carburante per aiutare lavoratori e famiglie contro il caro benzina e diesel potrebbe slittare. Il Governo continua a studiare un sostegno selettivo, ma la priorità immediata sembra essere diventata un’altra: utilizzare ancora il meccanismo delle accise mobili per contenere direttamente il prezzo alla pompa.
L’attuale riduzione sul gasolio scade il 5 settembre e nei giorni scorsi autorevoli fonti di stampa, supportate da dichiarazioni di esponenti governativi, avevano annunciato l’introduzione di un Bonus Carburante in busta paga a partire dal 6 settembre. Si opterà nuovamente per una riduzione delle accise. Lo sconto vale complessivamente circa 17 centesimi al litro, considerando la riduzione dell’accisa e il conseguente effetto sull’Iva.
Accise mobili, cosa significa
Il meccanismo delle accise mobili permette sostanzialmente allo Stato di utilizzare una parte delle maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi petroliferi per finanziare una riduzione delle accise.
In parole semplici: quando il carburante aumenta, cresce anche l’Iva incassata dallo Stato. Quell’extragettito può essere utilizzato per abbassare temporaneamente l’accisa e restituire così una parte delle maggiori entrate agli automobilisti attraverso uno sconto alla pompa.
Il sistema è già stato utilizzato ad agosto: per il 25 e 26 agosto sono stati impiegati 20,8 milioni di euro di extragettito Iva maturato a luglio. Ora bisognerà verificare quanto extragettito abbia prodotto agosto.
Bonus carburante rinviato: le ipotesi restano sul tavolo
È proprio questa possibilità a spostare più avanti la partita del bonus carburante. Il contributo non risulta cancellato, ma resta ancora da definire sia nella platea sia nelle modalità di erogazione.
Una delle ipotesi circolate prevedeva un aiuto rivolto alle famiglie con ISEE basso, inizialmente individuato nella soglia dei 15.000 euro, eventualmente attraverso un meccanismo simile alla Carta Dedicata a Te. Questa strada, però, avrebbe diversi problemi nella selezione dei beneficiari ed è progressivamente passata in secondo piano. Anche perchè tra le fila del Governo c’è chi sostiene che valorizzare l’ISEE sotto i 15.000 euro significa andare sostanzialmente a gratificare gli immigrati.
L’altra soluzione riguardava invece un bonus benzina per i lavoratori dipendenti, sul modello dei buoni carburante del 2022: il datore di lavoro potrebbe riconoscere un fringe benefit destinato al carburante, con un importo che nelle ipotesi circolate potrebbe essere di importo non inferiore a 200 euro. Resta però da capire se l’agevolazione sarebbe semplicemente facoltativa per le aziende e quale sarebbe il trattamento previsto per autonomi e partite Iva.
La decisione dipenderà anche dai prezzi
Il Governo sembra quindi muoversi su due tempi. Nell’immediato potrebbe continuare a intervenire direttamente sulle accise, utilizzando l’extragettito Iva disponibile. Successivamente, soprattutto se la crisi energetica dovesse proseguire, potrebbe arrivare un intervento più selettivo.
Il bonus carburante, dunque, resta sul tavolo ma si allontana: prima bisognerà capire quanto spazio offriranno le accise mobili e come si muoveranno i prezzi di benzina e diesel. Solo dopo potrebbe arrivare la scelta definitiva su importi, requisiti e categorie di beneficiari.




