La Commissione Cultura del Senato che doveva esaminare gli emendamenti al DL Scuola è slittata a stamattina. Nel pomeriggio di ieri infatti nessun testo di emendamento contenente l’accordo sulle modalità di immissione in ruolo è stato presentanto, nonostante l’annunciata “intesa” tra le forze politiche di Governo.

Il nodo dunque restano le assunzioni: in che modo avverrà l’immissione in ruolo degli insegnanti dalle graduatorie per titoli e servizio? E come e quando si svolgerà la nuova prova?

Domani è convocata l’aula di Palazzo Madama, dove il voto di fiducia è ormai scontato visto che entro il 7 giugno il decreto deve essere convertito, pena decadere.

Intanto sembra che vi sia maggiore certezza sul fatto che le graduatorie di istituto saranno aggiornate e riaperte e avranno una validità biennale graduatorie: 2020/21 e 2021/22. Bisognerà però attendere l’approvazione del Decreto Scuola e la trasformazione in elenchi provinciali. Su questo aspetto però c’è già l’emendamento.

Come scrive il Portale Web Orizzontescuola.it:

“La procedura sarà telematica e riguarderà sia l’aggiornamento di II e III fascia, con possibilità di cambio provincia per chi è già inserito dal 2017
sia nuovi inserimenti sia in II che III fascia.

  • Il titolo di accesso alla II fascia è l’abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso richiesta.
  • Il titolo di accesso alla III fascia è laurea (con gli eventuali CFU richiesti per l’accesso alla classe di concorso + 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche di cui al DM 616/2017)”.

Discorso a parte per gli Insegnanti Tecnico Pratici che accedono al concorso ordinario Secondaria (I e II grado) solo con il titolo di diploma, come stabilito dall’art. 22 del Decreto Legislativo n. 59/2017, mentre per le graduatorie di Istituto oltre al diploma occorrono 24 ore di CFU.