Per le aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacultura, l’esonero contributivo previsto dal Decreto Ristori e successivi provvedimento è stato riconosciuto dal 1° novembre 2020 e fino al 31 gennaio 2021.

Più esattamente a beneficiare dell’agevolazione saranno le aziende agricole così come gli imprenditori agricoli professionali, coltivatori diretti, mezzadri e coloni che svolgono le attività identificate dai codici ATECO elenciati all’allegato 3 del decreto Ristori.

L’esonero rientra tra gli aiuti di Stato. Si tratta di una modifica alle regole in merito al rispetto dei limiti agli aiuti di Stato riconosciuti per singola impresa.

Ecco perchè, fa sapere Inps con il messaggio 2263 dell’11 giugno scorso, in attesa della definizione di un quadro più certo le scadenze dei versamenti relativi alla contribuzione afferente al periodo compreso tra il 1° novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 sono differite alla definizione degli esiti della domanda di esonero.

Tale differimento delle scadenze dei versamenti riguarda tutti i contribuenti, datori di lavoro e lavoratori autonomi in agricoltura, che possono accedere potenzialmente al predetto esonero.

Il messaggio Inps mette in evidenzia quindi la necessità di ridefinire la disciplina di autorizzazione al beneficio dell’esonero contributivo, in particolare per le aziende che intendono utilizzare la sezione 3.12 del Temporary Framework.

In questo caso secondo quanto previsto dal Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, l’accesso all’esonero contributivo sarebbe subordinato alla verifica circa il calo di fatturato subito. Una riduzione parti almento al 30 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, entro il limite di 10 milioni.

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